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Il Crotone è già nel futuro: infranto il muro del 2005 con D’Aprile

Il Crotone e gia nel futuro infranto il muro del
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Contro il Genoa Stroppa ha portato in panchina il quindicenne che potrebbe superare Pellegri e Amadei. È un mancino, in molti lo paragonano a Bastoni

A quindici anni, se sei bravino, al massimo giochi con gli Allievi. A quindici anni, di solito la Serie A la vedi alla Playstation, schiacci il tasto di accensione, aspetti che il gioco si carichi e ti diverti con gli amici. Se invece sei un ragazzo di nome Giovanni D’Aprile la Serie A la puoi guardare a un metro di distanza, appena oltre la linea laterale, osservando da vicino uno – Goran Pandev – che ha vinto una Champions (e non alla playstation) quando tu eri ancora un bambino. Che poi non è mica tanto tempo fa. Giovanni D’Aprile è un adolescente della provincia di Cosenza che domenica pomeriggio ha infranto un muro: è il primo 2005 ad andare almeno in panchina in una partita di Serie A. Giovanni Stroppa, allenatore del Crotone, lo ha portato con sé nel match contro il Genoa (di Pandev, appunto, entrato nella ripresa): lo aveva già convocato per la trasferta in casa della Fiorentina, ma in quell’occasione D’Aprile non era finito in distinta. Stavolta invece sì: a poco più di quindici anni – è nato il 1° luglio 2005 – ha già visto da vicino il calcio dei grandi.

Con Rosina

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D’Aprile è nato a Belvedere Marittimo, dove papà Giuseppe ha un ristorante-pizzeria. Lo ha nutrito bene: Giovanni è un ragazzone di 187 centimetri per 73 chilogrammi. Un gigante, per l’età che ha. Tutto il contrario di un suo conterraneo, il piccoletto Alessandro Rosina, ex fantasista che in carriera ha vestito la maglia, tra le altre, di Parma, Torino, Zenit San Pietroburgo, Siena. Proprio nella scuola calcio di Rosina, a Belvedere, è cresciuto Giovanni: dodicenne, giocava già con l’Under 15. A fine ottobre 2018 ha firmato per il Crotone quando aveva da poco compiuto tredici anni. Ed è sempre stato precoce. Arrivato come terzino sinistro, è stato presto dirottato al centro della difesa. È stato subito messo sotto età all’Under 15, della quale poi è diventato capitano nella scorsa stagione. Fascia e ruolo poi confermati nell’Under 16, campionato che però è stato interrotto a causa del Covid. Ha saltato di netto la Primavera, perché Stroppa lo ha voluto con sé nel gruppo di prima squadra.

Caratteristiche

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È ancora acerbo, e ci mancherebbe considerata l’età, ma viene considerato un difensore di prospettiva e il tecnico dei calabresi ha voluto puntare su di lui, convinto che possa migliorare di più allenandosi con i grandi che non con le giovanili, dimostrando di avere a cuore il futuro del club, non solo il presente, perché D’Aprile potrebbe diventare un pezzo pregiato. Stroppa lo paragona ad Alessandro Bastoni per caratteristiche fisiche e tecniche: è anche lui mancino e la muscolatura è già ben sviluppata. L’accostamento farà piacere al ragazzo, che tifa Inter. Viene descritto come un ottimo ragazzo, il che non guasta: educato, bravo a scuola – è al secondo anno di superiori e ha ottimi voti -, ha due sorelle, vive in convitto e ha conosciuto l’azzurro a dicembre 2015 con l’Under 15 di Patrizia Panico.

Record

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Il 23 gennaio la Lega ha ufficializzato il suo numero di maglia: il 24. Con quello è andato in panchina contro il Genoa. Essendo di luglio, ha ancora un paio di mesi per battere il record di Pietro Pellegri, il più giovane esordiente nella storia della Serie A. In questa stagione il belga del Parma Dierckx ha infranto il muro del 2004 (stesso anno del fenomeno Moukoko, già a segno con il Borussia Dortmund, più giovane marcatore nella storia della Bundesliga), lui potrebbe spostare i limiti ancora più in là. Oppure restare soltanto una curiosità: in panchina a meno di 16 anni sono andati Bojinov, Donnarumma, Okaka, Salcedo, ma anche Di Pasquale (Catania), Mastour (Milan), Comi (Torino), Ercolano (Sampdoria) o Gasparini (Udinese), che pochi ricordano e la A non l’hanno vista più.



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