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La libertà e lo sviluppo dell’Europa centrale

La liberta e lo sviluppo dellEuropa centrale



Il Gruppo di Visegrad

Vorrei richiamare l’attenzione su tre importanti piattaforme della cooperazione centroeuropea che non sono importanti solo a livello regionale, ma anche a livello europeo, atlantico e persino globale. La prima è il Gruppo di Visegrad, con l’esperienza più lunga, che riunisce Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. Avviato nel 1991, come piattaforma per il dialogo politico e il coordinamento degli sforzi per aderire alla Nato e alla Ue, ha dimostrato la sua utilità anche dopo aver raggiunto questi obiettivi strategici. Oggi è uno dei fattori più importanti per attivare la cooperazione regionale nell’Europa centrale e la comprensione in merito alle questioni europee.

Iniziativa Bucarest 9

La seconda è l’Iniziativa Bucarest 9. Questa struttura include i Paesi del fianco orientale della Nato: Polonia, Romania, Lituania, Lettonia, Estonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Bulgaria. È stata istituita nel 2015 a Bucarest, dove abbiamo firmato una dichiarazione congiunta volta a unire gli sforzi per garantire, ove necessario, una «presenza militare forte, credibile e sostenibile» della Nato nella regione. Il B9 è in gran parte una risposta alla politica aggressiva della Russia che ha violato i confini e l’integrità territoriale della vicina Ucraina e che rappresenta una minaccia per la sicurezza regionale e atlantica. Non intendiamo guardarla passivamente.

Iniziativa dei Tre Mari

La terza piattaforma di cooperazione è l’Inizitaiva dei Tre Mari (Three Seas Initiative), avviata da me e dalla presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarović nel 2015. Questo gruppo comprende i Paesi delle regioni del Baltico, dell’Adriatico e del Mar Nero: Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. L’obiettivo è investire congiuntamente in infrastrutture, trasporti, energia e nuove tecnologie che stimoleranno lo sviluppo nei nostri Paesi e contribuiranno alla coesione dell’Unione Europea. Quando guardiamo la mappa dei legami economici nella Ue, vediamo un vantaggio significativo dei flussi orizzontali sull’asse Ovest-Est rispetto ai flussi verticali sull’asse Nord-Sud. Questo riguarda sia il flusso di persone, merci, servizi e capitali, che la rete di infrastrutture: autostrade, ferrovie, hub, condotte, reti elettriche e informatiche. L’Iniziativa dei Tre Mari, nata per dare peso strutturale a questa parte d’Europa, si pone l’obiettivo di completare i “ponteggi” mancanti, grazie ai quali verrà rafforzata l’integrazione della nostra regione e dell’intera Ue. Il coinvolgimento nel progetto dei Tre Mari di investitori americani, cinesi e altri, oltre al capitale intra-Ue, rappresenta una sana diversificazione dei benefici e delle interdipendenze.

Al centro dell’Europa

Ecco il quadro attuale e la visione futura dell’Europa centrale come comunità di attivismo, di successo e di aspirazioni ambiziose. Abbiamo percorso un viaggio lungo e di successo. Da una regione che per molto tempo quasi non esisteva nella mente dei principali attori della scena mondiale («in Polonia, cioè da nessuna parte», come disse Alfred Jarry alla fine del XIX secolo), a una regione che è una delle aree con lo sviluppo più dinamico nel mondo e che aspira alla categoria dei centri di civiltà. Europa centrale: nomen omen? Vi invitiamo a prendere parte a questa affascinante avventura.

L’intervento del presidente della Repubblica di Polonia viene pubblicato in contemporanea con il mensile di opinione Wszystko Co Najważniejsze (Tutto quello che è più importante) nell’ambito del progetto “La decade dell’Europa centrale” realizzato con la Borsa dei Valori di Varsavia



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