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Juve, Bonucci: coscia come col Verona, adesso c’è l’Inter

Juve Bonucci coscia come col Verona adesso ce lInter


Dolore alla coscia destra per il difensore: “Lo stesso problema col Verona”. Tre giorni dopo giocò con il Barcellona. Sulla Roma: “Vittoria cinica da grande squadra. La svolta dopo San Siro, abbiamo grandi obiettivi. Una partita per volta”

La diapositiva della serata, la terza partita consecutiva senza subire gol da una difesa bucata solo una volta nelle ultime sei gare (vinte), è l’abbraccio tra Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini dopo un salvataggio, l’anima antica di una squadra che si è trovata costruendo se stessa dal basso, dalla linea difensiva. Secondo giocatore più utilizzato da Pirlo in stagione, Bonucci ha fatto correre un brivido sulla schiena di Pirlo quando ha chiesto di accelerare il cambio con De Ligt che era già pronto a entrare.

Le condizioni

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“È lo stesso fastidio che ho sentito col Verona: allora ho dovuto giocare sul dolore perché non c’era nessuno che poteva entrare – ha spiegato Bonucci a fine partita ai microfoni di Sky -. Penso che non sia niente di grave, sono uscito più per precauzione visto che c’era la possibilità di cambiare, ho preferito non rischiare”. Con il Verona, ancora sotto 1-0 poco prima del pari juventino, il centrale bianconero era uscito a un quarto d’ora dal termine chiedendo il cambio per un problema muscolare al flessore della coscia destra che aveva messo in dubbio il suo impiego tre giorni dopo con il Barcellona: in assenza di lesioni, aveva poi giocato 90 minuti. Nessuna preoccupazione dunque in vista del ritorno di Coppa Italia di martedì sera con l’Inter, anche se all’andata contro i nerazzurri Pirlo aveva scelto De Ligt e Demiral.

La trincea

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Ma Bonucci e Chiellini in questo smalto si tengono fuori male. Ultimo baluardo di una difesa che è la migliore della Serie A per gol subiti, 18 in 20 partite, riuscendoci in maniera diversa: stavolta senza andare a prendere alti l’avversaria ma lasciandole il possesso palla e alzando una trincea. Così alla fine la Roma ha tenuto il pallino, ma ha solo rischiato di pungere: “Sono le partite in cui viene fuori l’anima di questo gruppo, quando c’è da soffrire – ha commentato Bonucci -. La Roma fa tanto palleggio, muove tanti giocatori e sa creare gli uno contro uno. Dovevamo mettere in campo umiltà e sacrificio e colpire nel momento in cui potevamo fargli male. Siamo stati cinici, una grande squadra stasera”.

Lo scudetto

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Nella narrazione di questa svolta su un momento sono tutti d’accordo: “Con l’Inter abbiamo toccato la peggior giornata possibile – dice Bonucci -. Da lì i campioni e gli uomini di questo gruppo hanno risposto e così il mister, dando compattezza, unendo il gruppo e tenendo fuori quello che potevamo lasciare all’esterno. La fortuna è stata avere subito una finale e poter riuscire a portare a casa un trofeo che ha aumentato l’autostima e la fiducia che questo gruppo, con l’umiltà della grande squadra, può raggiungere grandi obiettivi”. Come lo scudetto? “Abbiamo una partita da recuperare e siamo lì, guardiamo di partita in partita: adesso pensiamo al ritorno con l’Inter, che è una partita difficile, poi al Napoli”. Con le certezze di questa difesa.



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