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Milan-Crotone, formazioni e dove vederla. Calhanoglu in panchina, tocca a Leao- Corriere.it

Milan Crotone formazioni e dove vederla Calhanoglu in panchina tocca a


Milan (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Tomori, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Meitè; Saelemaekers, Leao, Rebic; Ibrahimovic. All.: Pioli
Crotone (3-5-2): Cordaz; Djidji, Marrone, Golemic; Rispoli, Henrique, Zanellato, Benali, Reca; Di Carmine, Simy. All.: Stroppa
Arbitro: Pairetto
Tv: ore 15, Sky 202



Questo lo scenario. Il presente però riguarda solo e soltanto il Crotone di Stroppa, che arriverà a San Siro senza troppe pressioni: non è da questa partite che passa la salvezza. Discorso diametralmente opposto per il Milan, che invece avrà addosso gli occhi di tutti. Fin qui ha dimostrato di saper gestire la nuova condizione da primo della classe. Ma la strada è lunga. «Siamo a metà della salita, le pendenze più difficili devono ancora arrivare, sarà difficile per tutte le squadre — ha spiegato Pioli che da appassionato non disdegna le metafore ciclistiche —. Non accontentiamoci. Le pressioni da primato? Un privilegio».

Un privilegio quasi come la possibilità di avere a propria disposizione tutta la settimana per allenarsi, senza impegni di coppa o turni di campionato. Il Milan è la squadra che, causa qualificazioni di Europa League, ha giocato più di tutti: 31 partite, almeno 3 più di chiunque altro. Un numero che, associato all’impressionante serie di assenze fra Covid e infortuni, ha costretto in molti agli straordinari. Il lavoro specifico dello staff diretto da Osti e Peressutti è stato efficace, la squadra ha retto alla grande sotto il profilo della tenuta atletica. Ma una settimana libera, come lo sarà anche la prossima, quando invece l’Inter giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia, può essere un vantaggio prezioso.

L’emergenza da allarme rosso è alle spalle, ma anche oggi qualche assenza pesante ci sarà: out Kjaer, Bennacer e Tonali, in mezzo si va verso la coppia Kessie-Meitè, mentre davanti Calhanoglu dovrebbe partire dalla panchina. Non una buona notizia per Ibrahimovic, che ha già dimostrato di faticare il doppio quando alle sue spalle manca il turco. Zlatan va a caccia del gol numero 500 con i club. Ci è andato vicino l’ultima volta a Bologna, dove però ha sbagliato un rigore e fallito almeno tre buonissime occasioni. Non è al meglio, il campione svedese. E anche se chi gli sta vicino assicura che è sempre il solito Zlatan, entusiasta e competitivo, è chiaro che l’inchiesta aperta per la rissa del derby di Coppa con Lukaku non lo sta aiutando. Nel colloquio con la Procura della Federcalcio ha ribadito più volte: «Non sono razzista». Per capire come andrà a finire la storia ci vorrà ancora qualche giorno. Un’attesa snervante. Col gol numero 500 in tasca e il primo posto ritrovato, un po’ meno.

6 febbraio 2021 (modifica il 6 febbraio 2021 | 23:06)

© RIPRODUZIONE RISERVATA





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