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la giovane Italia ha fame di risultati- Corriere.it

la giovane Italia ha fame di risultati Corriereit


I patemi d’animo pandemici di una stagione che ha rischiato di non partire (i casi Covid sbarcati a Melbourne, la quarantena a due velocit tra internati soft e hard, lo stop forzato di met settimana per una positivit al Grand Hyatt, altro giro di valzer di tamponi ma i tornei Wta non finiranno: premi e punti verranno spartiti tra le semifinaliste), erano il preludio di un’abbacinante alba azzurra.

L’Australian Open scatta stanotte illuminato dallo stellone di un’Italia mai cos pimpante, a squadre e non. L’Atp Cup una prova tecnica di Coppa Davis (giusto affidare un team giovane a un giovane capitano, Filippo Volandri) che ci restituisce un Berrettini risanato e un Fognini ringiovanito: Matteo (n. 10) strapazza Thiem (prima vittoria su un top-3), Monfils e Bautista Agut; Fabio (n.17) testa le caviglie nuove con l’esercizio che gli viene meglio, giocare a tennis sotto la bandiera: pieno di dubbi con Novak, rinasce con Paire nella gara a chi pi matto, punisce Carreno Busta con cui aveva perso sette volte. Comunque sia finita la finale nella notte italiana con la Russia di Medvedev (n.4) e Rublev (n.8), due talentuosi cagnacci, sar stato un successo. I 14 italiani in tabellone a Melbourne nel primo Slam dell’anno certificano la crescita esponenziale di un movimento che con le sue 35 presenze tra i top-500, a livello maschile, dietro solo alla Francia (46) e agli Usa (44), cio a un Paese con un’organizzazione capillare sul territorio e a un continente.

Jannik Sinner, punta di diamante di Little Big Italy, iniziando l’anno nuovo come aveva finito il vecchio (primo titolo all’Atp 250 di Sofia a 19 anni e tre mesi, pi giovane italiano di sempre), ha giocato all’alba la finale del nuovo Atp 250 di Melbourne: un inedito derby contro Stefano Travaglia, marchigiano arrembante (nessun precedente). Erano 33 anni, dalla sfida tra Narducci e Claudio Panatta a Firenze nell’88, che non succedeva. Il settimo derby in finale della nostra storia, il primo sul cemento. Jannik si conferma assorbente come spugna: mette a frutto lo stage di Adelaide alla corte di Rafa Nadal (due settimane di allenamento valse come un corso di avviamento veloce al grande tennis), batte Vukic, Bedene, Kecmanovic e Khachanov (con cui si era arreso all’Open Usa dopo un furibondo corpo a corpo) annullandogli un match point. Mai perdere due volte consecutive dallo stesso avversario uno degli insegnamenti di coach Piatti: conferma la qualit del barone rosso, al nono successo consecutivo nel circuito. Come Travaglia, anche Jannik torner subito in campo nel primo turno dell’Australian Open: il suo match contro il canadese Denis Shapovalov, n.11 del tabellone (manca Roger Federer, il cui avvento annunciato dall’8 marzo al calduccio di Doha) e n.12 del mondo, una delle pi affascinanti sfide tra giovani talenti che il tennis moderno possa proporre.

Un avvio difficile tra positivit e allarmi, insomma, che per all’orizzonte lascia intravedere leccornie. Fortunati i 30 mila spettatori al giorno che potranno accedere a un Australian Open dj vu (la sfida per il titolo l’eterna rincorsa tra Djokovic e Nadal, che reduce dal mal di schiena ma minaccia di strappare a Federer il record di titoli Slam: 20) e inedito (senza giudici di sedia: le chiamate sono affidate all’elettronica), che si sforza di guardare oltre l’inevitabile crepuscolo del maestro svizzero, 40 anni l’8 agosto. E nell’ammucchiata per l’eredit terrena del pi grande, ora l’Italia in pole.

6 febbraio 2021 (modifica il 6 febbraio 2021 | 23:16)

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