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giallo alla Agatha Christie- Corriere.it

giallo alla Agatha Christie Corriereit
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Le porte senza chiavistello sono già un ricordo nella splendida isola di Capraia. E neppure ai tempi della colonia penale, chiusa dopo un secolo nel 1986, il sospetto e la diffidenza avevano turbato gli animi dei duecento abitanti di questo comune, il più piccolo della provincia di Livorno. Perché dopo decine di furti, quasi tutti nel periodo invernale quando i turisti non ci sono, lo «Scoglio dei tre vulcani» sembra essersi trasformato nel Karnak, il mitico battello di Assassinio sul Nilo di Agatha Christie.

L’ultimo colpo

Per fortuna non ci sono morti ammazzati nell’isola toscana più vicina alla francese Corsica che al continente italiano, ma le atmosfere sembrano simili. Da tempo ormai gli abitanti si lanciano strani sguardi, blindano porte e finestre, installano telecamere di sicurezza. «Ed è una cosa tristissima perché la sensazione è quella di avere un ladro in famiglia», spiega Fabio Mazzei, imprenditore e vicesindaco. Neppure lui è riuscito a sfuggire al misterioso furfante che si annida sull’isola. «Mi hanno portato via la cassaforte che nascondevo in un mobile di casa — racconta —. C’erano un bel po’ di soldi e gioielli. È accaduto a novembre e hanno colpito nel giorno giusto, sapevano che sarei andato a Pisa per una visita. Conoscevano benissimo la casa». L’ultimo colpo, quello più clamoroso, nella notte tra mercoledì e giovedì. Anche stavolta i ladri (o il ladro) hanno agito senza commettere un errore. Obiettivo la tabaccheria «Il Cantuccio» dove si gioca anche a biliardo, si mangia qualche snack e si brinda con gli amici. La videocamera di sorveglianza è stata disattivata e i malviventi sono riusciti ad aprire la cassaforte. «Dove custodivo 60 mila euro, i miei risparmi, da quando lo scorso anno l’unica banca dell’isola ha chiuso», racconta il proprietario Alessandro Santinelli. Che nonostante tutto non dimentica il sorriso, seppur amaro. «Qui ci vuole la Signora in Giallo o il commissario Montalbano — prova a scherzare —. A colpire non sono persone di passaggio, ma nostri concittadini e proprio per questo è difficile identificarli. L’amico non desta mai sospetti». Così il Tirreno ha titolato: «Il Lupin di Capraia che ruba agli amici». Facendo venire i brividi alla sindaca dell’isola, Marida Bessi, che è anche presidente della Provincia di Livorno. «Sa cosa più mi dispiace? È il rischio che s’intacchi quel senso di comunità che abbiamo da sempre — spiega —. Ecco perché i furti in inverno, quando ci siamo solo noi, sono una mazzata».

Paradiso d’estate

Attenzione. Non immaginatevi Capraia come il bengodi dei ladroni. L’isola è un paradiso e non è un caso che d’estate, quando con i turisti gli abitanti diventano oltre 4 mila, arrivino anche volti famosi. Come l’ex ct della nazionale Marcello Lippi o Andrea Bocelli, che qui ha casa. E ancora il cantante Enrico Nigiotti, Claudio Bisio, Maurizio Crozza e tanti altri. Sospettati? Ci sono eccome. «Il problema è che ognuno ha le sue idee e non ha indizi — risponde il vicesindaco Mazzei —. I tre carabinieri dell’isola sono bravi, stanno facendo il possibile, ma dovrebbero avere maggiori strumenti di indagine altrimenti è davvero un giallo irrisolvibile». Come il doppio furto (più un terzo tentato) ai danni dell’operatrice turistica Sonia Cornale e della figlia ventenne. «Sono spietati, hanno anche picchiato selvaggiamente il mio cane da guardia, poverino», ricorda. Mentre la professoressa Cinzia Giusti, depredata due anni fa di soldi e gioielli, non riesce ancora a capacitarsi di chi possa essere il responsabile. Forse un Poirot serve davvero.

13 febbraio 2021 (modifica il 13 febbraio 2021 | 21:12)

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