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Governo Draghi, nato in sicurezza con la responsabilità di salvare il Paese

Governo Draghi nato in sicurezza con la responsabilita di salvare
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Il primo Governo Covid ha giurato in perfetta sicurezza. Social distancing, niente assembramenti , mascherine. Se il buongiorno si vede dal mattino il nuovo Governo è partito bene.

Ma adesso comincia il difficile e la responsabilità del successo o dell’insuccesso dipenderà sicuramente in prima persona dal professor Mario Draghi ma immediatamente dopo dai partiti che, a questa compagine, hanno dato una larghissima maggioranza. Con questa maggioranza Draghi potrà fare provvedimenti con una velocità mai permessa a nessun altro Governo.  Adesso è però necessario mettere in atto operazioni immediate, da subito e, ragionevolmente, nell’arco dei 100 giorni.

La responsabilità dei partiti sarà quella di aiutare il nuovo Governo a trasferire fiducia all’estero, la stessa credibilità di cui il premier gode in tutto il mondo e a piene mani.

Occorre però, soprattutto per il mondo politico presente nel Draghi 1, cambiare approccio, lavorare insieme con una visione più ampia e non focalizzata e limitata solo ai voti o alla difesa di posizioni ideologiche.

Il dividendo politico che guadagnerà il Governo a livello internazionale e a livello nazionale dipenderà dai frutti che si sapranno mettere sul banco già da subito.

I temi centrali sono tre, la pandemia, l’economia e il lavoro. Occorre mettere in sicurezza il Paese dal punto di vista sanitario, farlo riprendere dal punto di vista dell’economia ridando al sistema industriale la possibilità  di recuperare quote di mercato perse per mantenere e creare posti di lavoro. Non è un caso che quando Mattarella ha deciso di optare per la ricerca di un nuovo Governo, escludendo le elezioni, fra le diverse motivazioni aveva chiarito che non si sarebbe potuto andare al voto quando, il 31 marzo, ci sarebbe stata la fine del blocco dei licenziamenti.

In questo, nella capacità di fare azioni immediate ed operative, si giocherà la scommessa la politica del prossimo anno.

Quando finirà il blocco dei licenziamenti ci potrebbero essere dai 2 ai 5 milioni di persone che potrebbero andare a casa. Ecco perchè è importante avere delle menti strategiche che capiscano come fare a ricreare il lavoro, come far ripartire le piccole e medie imprese e far uscire dall’incubo il turismo, dagli alberghi, ai bar e ai ristoranti.

Quello che è necessario fare da subito è evitare di trovare (e qui una buona responsabilità è nelle penne dei media), banalità per cominciare a mettere sul tavolo critiche sterili all’esecutivo, come quelle appena sentite di poche donne, troppo nordista, ministri del vecchio governo rimasti al loro posto.

Lo si lasci lavorare questo Governo, aldilà della luna di miele. Ne ha bisogno ma soprattutto ne hanno un estremo bisogno 60 milioni di italiani.





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