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seconda sconfitta nel Sei Nazioni per gli azzurri- Corriere.it

seconda sconfitta nel Sei Nazioni per gli azzurri Corriereit
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Una lezione attesa, ma c’ un alito di speranza che accompagna la sconfitta consecutiva numero 29 dell’Italrugby nel Sei Nazioni. A Twickenham vince (41-18) l’Inghilterra e fin qui tutto nella normalit, ma questa volta l’Italia presente, non si scansa dalla lotta (come con la Francia), combatte per 80, infiniti, minuti, si specchia spesso nelle sue carenze tecniche, ma alla fine pu guardare avanti, provare a spiegare agli intransigenti padroni del vapore che pian piano riuscir a scrollarsi di dosso quell’antipatica etichetta di ospite indesiderato a corte.

C’ una differenza scritta nell’esperienza, i bianchi si affidano a un gruppo collaudato (810 caps contro i 224 azzurri) e a una mischia granitica (926 kg a 889), perch non possono rischiare di finire travolti dalle critiche che gi hanno iniziato a sibilare dopo la sconfitta d’apertura in casa subita dalla Scozia, roba che sul quel prato non si vedeva dal 1983! Eppure l’abbrivio della partita azzurro, pronti via e succede l’impensabile, dopo 2’ il pallone prende aria, Lazzaroni ci va gi pesante nello scontro diretto, Lamaro sostiene l’azione, Varney intuisce il pertugio giusto e farlo a Twickenham a soli 19 anni garanzia di speranza, poi una delizia il passamano tra Garbisi e Sperandio che recapita un tesoro a doppia velocit nelle mani di Ioane. Meta e spettacolo. Da non crederci, l’Inghilterra deve partire di rincorsa.

Serve un quarto d’ora di battaglia terrestre per rimettere le cose a posto: Farrell segna un piazzato, Hill la meta tutta muscoli e sostanza che garantisce il sorpasso. Ma non la solita scampagnata, perch l’Italia sugli spazi stretti difende con i denti il territorio e in attacco ha la spensierata giovent che pu far danni tra linee nemiche fin troppo confusionarie e mosse dalla presunzione di chi sa di non doversi dannare l’anima per portare a casa il raccolto. Le mete di Watson e May mettono al sicuro il risultato, si va al riposo (20-8) con la strada segnata, ma finalmente l’Italia viva e disposta al sacrificio.

Alla fine gli inglesi sfruttano gli spazi lasciati deserti dagli errori di giovent altrui, guadagnano il punto di bonus offensivo con le mete di Watson, Willis e Daily, ma spesso si danno l’ovale in faccia e di certo non era questo l’epilogo da loro desiderato per ricostruirsi la verginit perduta una settimana prima. Il pomeriggio gli va definitivamente di traverso quando Varney, sempre lui, inventa una corsa ispirata nel cuore della difesa in bianco, Mori in sostegno e spacca in due i placcaggi inglesi prima di fornire con un off load di eccezionale tempismo la corsa definitiva di Allan. Meta che sa di orgoglio e riscatto. Alla fine la storia sempre quella, 6 mete a 2 e Italia costretta a lavorare sodo per non abituarsi a convivere con la sindrome da sconfitta. In tempo di carestia anche un tozzo di pane pu servire per allontanare la fame.

13 febbraio 2021 (modifica il 13 febbraio 2021 | 17:49)

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