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Covid, impianti da sci a rischio riapertura. Stretta per gli arrivi dall’Austria- Corriere.it

Covid impianti da sci a rischio riapertura Stretta per gli
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I governatori hanno già firmato le ordinanze di riapertura degli impianti, ma la ripartenza dello sci da domani non è scontata. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto un parere al Comitato tecnico scientifico e quando avrà il quadro completo si consulterà con il neoministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini per valutare la convocazione delle Regioni e l’eventuale decisione di proroga del divieto. Il tempo stringe, ci sono poche ore di tempo. Ma la curva epidemiologica sta risalendo, alcune aree del Paese sono tornate in fascia arancione. E a preoccupare ci sono soprattutto le varianti estere del Covid 19 che hanno determinato la scelta di creare numerose «zone rosse» proprio per cercare di fermare i contagi. L’allarme è alto, tanto che Speranza ha già firmato l’ordinanza che impone a chi torna dall’Austria l’obbligo di tampone e quarantena, prolungando le stesse misure per chi arriva dal Brasile. E dopo la cabina di regia di venerdì gli scienziati hanno raccomandato la «massima cautela» suggerendo al governo «l’adozione di misure più rigorose».

Impianti aperti

I presidenti di Lombardia e Veneto hanno firmato le ordinanze per il via libera allo sci. Ma sia Attilio Fontana sia Luca Zaia hanno contingentato la capienza al 30%. «Questo provvedimento — evidenzia Zaia — arriva mentre il virus è ancora tra noi e l’emergenza richiede di tenere alta la guardia. Richiamo tutti al rigoroso rispetto delle linee guida, alla sobrietà e correttezza dei comportamenti. Ne va non soltanto della salute pubblica, ma anche dello stesso comparto che tanto ha sofferto economicamente per la prolungata chiusura e che soltanto i nostri comportamenti corretti consentiranno di tenere attivo, limitando i sensibili danni che sono già evidenti».


Gli scienziati

Sia l’Istituto superiore di Sanità sia il Comitato tecnico scientifico hanno evidenziato come le riaperture, comprese quelle delle scuole superiori, abbiano fatto risalire rapidamente sia l’Rt in alcune regioni sia l’incidenza dei contagi a livello nazionale. E soprattutto quanto insidiosa si stia rivelando la presenza delle varianti. Tanto che lo stesso Istituto ha rilevato in alcuni giorni di inizio febbraio una «prevalenza che sfiora addirittura il 18%». Evidenziando così una circolazione molto estesa. Per questo viene sottolineata la necessità di mantenere «misure rigorose». Anche perché nelle regioni gialle si mitiga la possibile crescita del contagio, ma non c’è una discesa della curva.

L’Austria e i tre tamponi

Da lunedì chi torna dall’Austria dovrà effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti all’arrivo, uno al momento dell’ingresso, rimanere 14 giorni in quarantena e ripetere il test alla fine. Esclusi i transfrontalieri e chi si muove per lavoro. Stessa procedura per chi torna dal Brasile.

14 febbraio 2021 (modifica il 14 febbraio 2021 | 07:07)

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