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Inter-Lazio story: tanto Ronaldo, l’addio di Pupi e quel gesto di Ibra

Inter Lazio story tanto Ronaldo laddio di Pupi e quel gesto
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La sfida di domani racchiude milioni di capitoli: dalla Uefa del 1998 alle gioie/dolori del Fenomeno. E quelle lacrime di Zhang valsero la Champions

Ci sono diverse tipologie di lacrime: di gioia, dolore, di “emozione”. Inter-Lazio (o Lazio-Inter) le ha viste tutte. Ha visto gli occhi lucidi di Steven Zhang per il ritorno in Champions League, la disperazione di Ronaldo dopo il 5 maggio, il pianto condiviso tra Zanetti e i tifosi nerazzurri all’ultima a San Siro dell’argentino. Emozioni a non finire, pathos e pagine memorabili. Quella tra nerazzurri e biancocelesti è una saga ricca, fatta di cadute e trionfi, di lacrime e provocazioni. Dribbling e gol meravigliosi, tifoserie unite e gestacci rivolti agli spalti, gol e rimonte.

Gioie e dolori

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Tre lacrime per tre date scolpite nel marmo. Si parte dal 5 maggio 2002, giornata indimenticabile (nel bene o nel male, a seconda di chi legge) per il calcio italiano e racchiusa in un’immagine: il pianto disperato di Ronaldo in panchina dopo lo scudetto sfumato all’ultima giornata. L’ultimo atto del Fenomeno con la maglia dell’Inter, una cicatrice con cui tutti i tifosi nerazzurri sono costretti a convivere. Salto di dodici anni, si arriva al 10 maggio 2014: Zanetti saluta San Siro, entrando in campo a inizio ripresa e congedandosi dal suo popolo con la passerella finale e il discorso con microfono in mano direttamente dal prato verde del Meazza. Partita vinta 4-1 dai nerazzurri di Mazzarri, fischiato per non aver concesso al capitano qualche minuto nel derby di sei giorni prima, perso 1-0 per gol di De Jong. Thohir presidente in quella notte. Il 20 maggio 2018 l’Inter è già di Steven Zhang, che con il successo per 3-2 all’Olimpico, nello scontro diretto per il quarto posto, festeggia il ritorno dei nerazzurri in Champions League nella partita del fallo da rigore di De Vrij su Icardi, dell’espulsione di Lulic e del gol di testa di Vecino. Gioia sfrenata per i tifosi, Zhang non riesce a trattenere le lacrime dopo il triplice fischio.

La finale

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Per un Ronaldo umano con le lacrime in panchina dopo il 5 maggio (la seconda “disperazione” dopo quella del gravissimo infortunio in Coppa Italia all’Olimpico), ce n’è uno alieno con la sua danza ipnotica con il pallone tra i piedi. Salto indietro di quattro anni, Parigi, Parco dei Principi, finale di Coppa UEFA. Trionfo dei nerazzurri, 3-0 con gol in apertura di Zamorano prima di Zanetti e Ronaldo nella ripresa. Ancora loro due, uomini e calciatori trasportatori di tutte le emozioni che il calcio e la vita possono regalare. Di quella partita si ricordano il destro sotto l’incrocio dell’argentino e il doppio passo del brasiliano: palla ferma, movimento a destra e poi a sinistra come il migliore degli slalomisti, Marchegiani ipnotizzato, gol. Coppa, alzata da Javier.

Gestacci e striscioni

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Questa Inter-Lazio sarà senza tifosi, lo sappiamo. Ma il pubblico è spesso stato protagonista di questa sfida, volente o nolente. Anche qua scegliamo due episodi iconici, figli del recente passato e diventati subito pagine di storia del nostro calcio. Due istantanee vicine nel tempo. La prima: 2 maggio 2009, Inter-Lazio a San Siro, match importante per la corsa scudetto degli uomini di Mourinho. Ibrahimovic segna il gol dell’1-0 a inizio ripresa sotto la Nord, pubblico in delirio ma Zlatan spiazza tutti: dito davanti alla bocca a zittire la Curva e gestaccio rivolto alla roccaforte del tifo nerazzurro, dopo qualche mormorio di troppo dagli spalti fino a quel momento. Rottura insanabile, amplificata dall’addio poche settimane dopo e tutt’ora nettissima. Ci spostiamo di un anno esatto, 2 maggio 2010. Sempre lo stesso risultato, 2-0 per l’Inter. Ancora il pubblico protagonista, questa volta quello laziale e all’Olimpico: i nerazzurri sono in corsa per lo scudetto con la Roma, il tricolore ai giallorossi è l’incubo del popolo biancoceleste. Tanto che parte dei tifosi di casa fa il tifo per gli uomini di Mourinho: celebre lo striscione “Oh noooo” dopo il vantaggio di Samuel.

Gol e rimonte

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Inter-Lazio ha visto di tutto. Anche goleade (si pensi al 7-0 per l’Inter nel ’61 e al 5-3 per la Lazio nel ’98) e grandi rimonte, come il 3-3 nel 2002, pochi mesi dopo il 5 maggio, con i nerazzurri capaci di rimontare da 3-0. Ora i punti sono pesanti, le emozioni non mancheranno. È presto per versare lacrime, ma tra nerazzurri e biancocelesti può succedere di tutto. La storia insegna.



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