Governo, patto Salvini-Zingaretti. Dettagli, tra caffè macchiato e battute…

Solo un mese fa sarebbe stato impossibile. Inimmaginabile. Ieri sera, lunedì 15 febbraio, negli uffici della Lega di Montecitorio Matteo Salvini ha incontrato il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. Due nemici fino a pochi giorni fa che si vedono faccia a faccia per affrontare i principali nodi della grave crisi sanitaria ed economica. Qualcuno, nei palazzi romani, già lo ha ribattezzato “il miracolo di Draghi”.

“Con Zingaretti abbiamo parlato di lavoro, ci sono 140 crisi aziendali e sono ferme da mesi, il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti: o si interviene per tempo o sarà il caos”, ha detto Salvini a Radio Capital. E ancora: “Se voglio incontrare qualcuno di nascosto non lo incontro nel mio ufficio della Camera, in pieno centro a Roma… Sto incontrando e sentendo al telefono tutti i responsabili di partito, dal Pd ai Cinquestelle, da Forza Italia a Renzi… C’è un momento in cui bisogna deporre l’ascia da guerra e risolvere i problemi. La politica almeno per i mesi davanti deve usare il tempo per risolvere i problemi, le tre grandi emergenze salute, lavoro, scuola e ritorno alla vita” per il resto, ha concluso, “ho una visione del mondo diversa dalla sinistra”.

Il clima, raccontano fonti sia Dem sia del Carroccio era “cordiale” con tanto di caffè macchiato offerto dall’ex ministro dell’Interno al Governatore del Lazio. Pochi punti sui quali trovare una sintesi tra due forze politiche che si sono contrapposte per anni e che ora sono insieme al governo. Il primo tassello dell’intesa Salvini-Zingaretti riguarda, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, l’estensione almeno fino ad agosto (poi si vedrà) del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid.

Altro punto sul quale è stata trovato un accordo è un provvedimento immediato di indennizzi, e non ristori, per gli operatori della montagna e dello sci fortemente danneggiati dallo stop deciso domenica sera dal ministro della Salute Roberto Speranza. Salvini si è impegnato con Zingaretti a non alimentare polemiche, e non a caso proprio su Speranza il numero uno leghista ha usato parole concilianti e per certi sorprendenti: “Il ministro Speranza ha vissuto un anno sotto pressione, non lo invidio, cercheremo di sostenerlo da tutti i punti di vista”.

I due segretari hanno anche condiviso di non farsi la guerra (almeno questa è l’intenzione, poi vedremo nei fatti) sui temi particolarmente divisi, come ad esempio la gestione dell’immigrazione. E di nuovo parole soft da parte del leader del Carroccio. Sulla tanto attesa riforma fiscale, preso atto della bocciatura della flat tax da parte del nuovo premier, Salvini e Zingaretti si sono dati appuntamento per un nuovo incontro visto che prima Palazzo Chigi dovrà mettere in campo una bozza di riforma, sulla quale poi i partiti lavoreranno per trovare un’intesa.

Il colloquio si è chiuso, raccontano i ben informati, con una battuta del segretario leghista: “Nicola, facciamogli almeno mangiare il panettone a Draghi, mi raccomando”. E il leader Dem, da buon romano, avrebbe risposto: “Matteo, macché panettone, almeno la colomba pasquale (ovviamente con riferimento alla Pasqua del 2022)”.




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