Bonaccini da applausi a Tagadà: si infervora per la frecciata a Salvini

Oggi mi sono molto divertito a Tagadà (La7). Non lo guardo mai, ma l’apparizione di Bonaccini in un riquadro mi ha incuriosito, parlava lui e sono rimasto. Stimo molto il presidente dell’Emilia-Romagna, un comunista serio, equilibrato, né fanfarone, né aggressivo. Ma oggi, aggressivo, lo è diventato per dare alla conduttrice una meritatissima quanto energica ripassata.

La conduttrice è la collega Tiziana Panella, una napoletana di Caserta, bella donna e già moglie di un bravissimo collega. Naturalmente schierata, sennò il compagno Salerno non le lascerebbe il programma. Gran lavoratrice, puntigliosa, scrupolosa, serissima. Pensate che, sotto il profilo professionale, riesco a trovarle solo due difetti.

Uno: il volume/tono della voce, che sembra quello di una lavandaia in comunicazione, senza altoparlante, con una compagna a cinque lavatoi di distanza. Insomma, non uno stile da salotto.

Due: l’ipersensibilità incontenibile all’avversario politico. Prima le accadeva con Berlusconi. Ora con Salvini. Non è capace di sentire la parola Lega o fare il nome di Salvini, senza che le venga di schizzare un po’ di veleno, di mandare una frecciata, di fare – come diciamo a Napoli – una ripassatura. È più forte di lei. Un riflesso pavloviano. Una reazione in automatico. E su questo si è incazzato oggi Stefano Bonaccini.

Si parlava del disastro della chiusura del mercato sciistico annunciata “ad horas”, del pesante intervento del ministro Garavaglia, del colloquio Salvini-Zingaretti. E la Panella non ha saputo resistere alla tentazione di una frecciata per il leader leghista. Nel riquadro Bonaccini s’è imbelvito, come non gli accade quasi mai. “Ma che c’entra Salvini? – ha cominciato a urlare sbracciandosi – Cosa gliene frega di Salvini e Zingaretti a questa gente che sperava di cominciare un lavoro, dopo mesi e mesi di disoccupazione, e lo ha perso prima di partire? Cosa c’entra Salvini? A questi che sono rimasti senza soldi e senza lavoro non interessa miente la politica!…”

Bravo Bonaccini. Standing ovation. Forse non sarà mai assunto a La7. Ma credo che abbia piantato un solido paletto per diventare forse segretario del PD, o ministro di un prossimo governo, o chissà presidente del Consiglio. Non sono comunista, ma so levarmi il cappello davanti alla politica vera. Ho sempre rispettato – come don Camillo Peppone – i sindaci Compagni con la C maiuscola che Bologna ha avuto: Dozza, Zàngheri… Bonaccini ne è degno. E la partaccia in diretta alla Panella lo ha confermato.




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