Milan: come gioca la Stella Rossa di Stankovic

L’ex interista sta aiutando il club di Belgrado a vivere un presente che va oltre la storia gloriosa (fu campione d’Europa nel ’91). Senza Katai, occhio a Ivanic, Ben e agli ex Serie A Falco e Falcinelli

Campione di Serbia da tre anni, ambiziosa, desiderosa di non vivere più all’ombra di un passato glorioso. La Stella Rossa è un club affascinante, nobilitato da quella Coppa dei Campioni vinta nel ’91, che le toglie un po’ di soggezione davanti al Milan sette volte re d’Europa. Ma è una rivale interessante anche per il presente, con Dejan Stankovic al timone e tanta voglia di aprire un nuovo ciclo, a cui partecipano vecchie conoscenze della Serie A come Diego Falcinelli e Filippo Falco. Un sedicesimo di Europa League davvero “aristocratico”, quello tra la mitica Crvena Zvezda e il Diavolo. Sarà un giovedì di gala.

Il rendimento

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Fin qui è stata una stagione ottima per i biancorossi, pur tenendo conto del livello medio non eccelso degli avversari. Una sola sconfitta in 33 gare ufficiali, quella con l’Hoffenheim in Europa League che non ha però compromesso il passaggio ai sedicesimi. Per il resto, ben 27 vittorie (è capolista in campionato a +9 sul Partizan) e 5 pareggi, di cui uno particolarmente doloroso, con l’eliminazione ai rigori nel terzo turno di qualificazione Champions a Nicosia.

Come gioca

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Sul piano del gioco, la Stella Rossa ha trovato una propria identità e compattezza. Merito di Stankovic, “un fenomeno”, come ha detto Falcinelli in un’intervista alla Gazzetta. Ora, magari il parere di Diego è un pochino di parte, ma le qualità tattiche dell’ex interista sono apparse subito evidenti a chi ha visto le partite della sua Stella Rossa. La squadra estende la linea difensiva da quattro a cinque uomini a seconda dell’avversario e delle situazioni, cambiando spesso fisionomia anche durante la stessa gara. Nelle ultime uscite, il vestito cucito da Stankovic è stato prevalentemente il 4-1-4-1. I punti di riferimento fissi sono “bomber” Falcinelli e Sanogo, mediano di copertura. A destra largo c’è sempre Ben Nabohuane, uno dal gol facile, mentre a sinistra mancherà il talento di Katai, fuori per mesi. Gli uomini chiave saranno quelli in grado di svariare di più: su tutti Ivanic, centrocampista offensivo e top scorer stagionale, ma anche il nuovo arrivato Falco. Si gioca nel leggendario Marakana. Deserto, però. E dunque meno infernale del solito.


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