Milan, Giovanni Galli e la Stella Rossa: nebbia, rigori parati

L’ex portiere rossonero e la doppia sfida dell’88 in Coppa dei Campioni: “Quella sospensione fu una fortuna, ma il giorno dopo meritammo. E riuscimmo anche a tranquillizzare Sacchi”

I suoi guanti hanno messo un’impronta indelebile in una delle partite più particolari e importanti della storia rossonera. Quando Giovanni Galli torna con la memoria a “quella” sfida di Coppa dei Campioni con la Stella Rossa, viene preso in ostaggio dall’adrenalina anche se sono passati 32 anni. Quella sfida significa in realtà due partite nell’arco di 24 ore, con il bis andato in scena il giorno dopo la sospensione della gara per nebbia. Significa un Milan che probabilmente fu salvato proprio dalle condizioni meteo (dopo l’1-1 di San Siro stava perdendo molto malamente 1-0 al 12’ della ripresa), significa un secondo round senza due squalificati (Ancelotti e Virdis), un gol grosso come una casa non visto dall’arbitro, il recupero lampo di Gullit e la grande paura per l’infortunio di Donadoni che gettò tutti nel panico. E infine, significa quei guanti che ai rigori disinnescarono due volte la Stella Rossa, consegnando al Milan il passaggio al terzo turno di una coppa che a fine stagione il Diavolo avrebbe infilato in bacheca.


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