“Un anno da Codogno, così si è perso treno per fermare virus”


(Adnkronos)

“E’ passato quasi un anno” da quando l’Italia ha scoperto il suo ‘paziente 1’ di Covid-19 a Codogno, cittadina in provincia di Lodi. “E siamo qui ancora a misurarci col virus. Visto quello che stava succedendo durante l’estate, a giugno-luglio ho pensato: qui non ne usciamo. E infatti ne sono convinto, stiamo pagando gli sbagli fatti” nella bella stagione. “Era lì il momento di svolta decisivo, abbiamo perso l’opportunità per mettere la parola fine, per diventare come la Nuova Zelanda o la Corea del Sud. Invece di ‘tutti in vacanza’, bisognava blindare l’Italia e fare un investimento senza precedenti per potenziare il tracciamento e la capacità di fare test”. E’ l’analisi del virologo Andrea Crisanti.


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L’esperto, parlando all’Adnkronos Salute, guarda a cosa ci aspetta e ammette: “Adesso siamo in una situazione difficile. Probabilmente la crisi di governo non ha aiutato in un momento d’incertezza. Ma il vero problema è stato non fare il lockdown a Natale. Se lo avessimo avuto non staremmo qui a parlare di minaccia varianti di Sars-CoV-2. Non le avremmo le varianti in casa. Adesso è complicato – spiega – I casi di Portogallo, Israele, Inghilterra ci hanno dimostrato che la variante inglese, se lasciata libera, è in grado di portarti in alto i numeri. Si può arrivare a 50-60mila casi in 2-3 settimane”.

La variante inglese dà segni di sé, come ha spiegato anche l’infettivologo Massimo Galli: “Nel mio laboratorio – riferisce Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino – la variante non l’ho vista se non in un caso sporadico fino a fine dicembre. All’inizio erano persone che venivano dall’Inghilterra, poi i numeri sono cresciuti e sono in linea con la percentuale rilevata in Italia, che è al 17-18%”.

Crisanti si guarda indietro. “Ricordo – dice – gli argomenti surreali che hanno dominato il periodo delle Feste di dicembre: quante persone a tavola per il cenone e il pranzo di Natale, la messa alle 8 o a mezzogiorno. Retrospettivamente mi sembra da matti”.

Anche sul fronte investimenti, “andavano fatte scelte diverse a mio avviso. Il monopattino, il bonus vacanze, il banco a rotelle. Non voglio criticare e basta, ma non mi è sembrato utile. Si potevano spendere quei fondi per altro. E parlare di banchi a rotelle e monopattini mi sembra ridicolo in un Paese devastato dalla pandemia, con quasi 100mila morti. E’ rimasto questo poi nella mente delle persone. Si poteva invece finanziare un sistema di monitoraggio delle varianti“. E ora per Crisanti è importante non lasciarle libere di correre.

Ma si riuscirebbe a far accettare un nuovo lockdown? “Difficile”, conclude l’esperto. Riguardo ai casi di ‘disobbedienza’ già registrati qua e là nel Paese, non ha dubbi: “Gli sbagli fatti hanno esaurito anche la capacità di sopportazione delle persone”.




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