«Uno su 10 al telefono mentre guida e senza cintura»- Corriere.it

In troppi si distraggono parlando utilizzando lo smartphone mentre sono al voltante, molti sono «allergici» all’utilizzo delle frecce prima di cambiare corsia e, se viaggiano sul sedile posteriore non allacciano la cintura di sicurezza. È questa la fotografia scattata dal rapporto 2020, redatto dall’Osservatorio «Stili di Guida» di A4 Holding che il Corriere della Sera ha letto in anticipo. Lo studio è stato realizzato osservando il comportamento di oltre 1.330 veicoli (di cui 39% auto e 61% Tir) tramite postazioni mobili dislocate sulle arterie gestite dalla multinazionale Abertis: le autostrade A4 Brescia-Padova e l’A31 Valdastico. A differenza della Stradale non multano i trasgressori, non rilevano gli incidenti stradali avvenuti ma monitorano i tratti autostradali per 365 giorni. Lo fanno per prevenire e stilare un rapporto sullo stato della sicurezza nella seconda autostrada più trafficata d’Italia.


I comportamenti scorretti

Lo studio ha evidenziato come il 12 per cento dei conducenti monitorati utilizzava impropriamente il telefono cellulare mentre è al volante mentre un conducente su due non ha azionato le frecce per segnalare il cambio di corsia per sorpassare. Addirittura, solo tre guidatori ogni dieci lo fanno per evidenziare la manovra di rientro. A impressionare è anche il dato che — a distanza di oltre 30 anni dall’introduzione della legge — il 13 per cento degli automobilisti non indossava la cintura di sicurezza (il 7% degli automobilisti e il 17% dei camionisti). Se la statistica si allarga anche ai passeggeri posteriori i dati sono allarmanti: viene allacciata solo dal 39 per cento. Eppure per la Cassazione il guidatore può pretendere che chi sta dietro la indossi. Nel nostro Paese, secondo l’ultimo rapporto Aci/Istat sugli incidenti, gli scontri hanno avuto come conseguenza 241.384 feriti e 3.173 vittime di cui 310 proprio sulle autostrade.

Il traffico al tempo del Covid

Il rapporto di A4 Holding ha anche analizzato come è cambiata la mobilità nelle due arterie autostradali per via della pandemia da Covid-19. Com’era prevedibile c’è stata una riduzione generalizzata delle auto private rispetto ai mezzi pesanti che trasportano merci. La conseguenza è stata che si sono invertite le percentuali fra Tir e vetture che oggi rappresentano «solo» il 40 per cento rispetto al 2019. Per via delle limitazioni imposte per contenere la diffusione del coronavirus è cambiato anche il modo di viaggiare sulle quattroruote con la riduzione del numero di passeggeri a bordo. Spesso sul mezzo c’è solo il guidatore. «L’Osservatorio sugli stili di guida si è dimostrato uno strumento molto efficace per supportare l’impegno della società nei progetti e nelle opere di sicurezza stradale — spiega al Corriere Gonzalo Alcalde Rodríguez, presidente di A4 Holding – ed è uno strumento che riteniamo fondamentale per continuare a ottimizzare il processo di analisi dei comportamenti a rischio in autostrada, così da monitorare l’evoluzione dei risultati nel tempo e attivare iniziative e campagne di sensibilizzazione che aiutino le persone a comprendere i rischi e assumere comportamenti per preservare la propria sicurezza e quella degli altri viaggiatori». Reprimere i comportamenti sbagliati solo con multe anche pesanti spesso non basta a evitare la ripetitività degli errori alla guida. «Il nostro impegno ha contribuito a produrre risultati importanti che riscontriamo anno dopo anno — prosegue Alcalde Rodríguez — tanto che nel quinquennio 2016-2020 si sono ridotti del 12 per gli incidenti sulla A4 Brescia-Padova e sulla A31 Valdastico. Un risultato possibile anche grazie agli investimenti effettuati da A4 Holding, che destina mediamente in spese per ordinaria manutenzione 51 milioni di euro all’anno e altri 15 in tecnologie a monitoraggio, supporto e gestione del traffico e degli incidenti sull’intera tratta autostradale di 235 chilometri in concessione».

16 febbraio 2021 (modifica il 16 febbraio 2021 | 23:56)

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