gioca Mandzukic, Pioli a Belgrado cerca una reazione- Corriere.it

Belgrado
Stella Rossa (4-1-4-1): Borjan; Gajic, Pankov, Milunovic, Rodic; Ivanic; El Fardou, Kanga, Sanogo, Gravic; Pavkov. All.: Stanković.
Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Kalulu, Tomori, Romagnoli Hernandez; Meité, Bennacer; Castillejo, Krunic, Rebic; Mandzukic. All. Pioli.
Arbitro: Sidiropoulos.
Tv: ore 18.55, Sky 201

Durante il sopralluogo di rito sul campo, Zlatan Ibrahimovic a un certo punto alza gli occhi verso le tribune dell’immenso Marakana. Poi si rivolge a chi gli sta accanto e, serissimo, gli dice: «Peccato che non faranno entrare il pubblico, sarebbe stata una carica pazzesca». Ibra è Ibra, si sa che la lotta dura lo esalta, ma dovrà rassegnarsi allo stadio vuoto: puntando sui dati record che fanno della Serbia il primo Paese europeo per vaccinati, le autorità avevano tentato di aprirlo a qualche migliaio di spettatori, ma poi si è deciso di lasciar perdere. Meglio così, sapendo cosa può diventare il Marakana quando s’accende sul serio. Anche perché il Milan stasera a Belgrado si gioca molto più dell’andata dei sedicesimi di Europa League: in ballo c’è una stagione.


Nel risultato ma anche nella prestazione. Anche perché il ritorno, previsto per il prossimo giovedì a San Siro, è incastrato fra il derby e la successiva delicatissima trasferta di campionato in casa della rinata Roma: tre partite chiave, che diranno tutto no ma moltissimo sì. L’obiettivo dichiarato rossonero è arrivare in fondo alla coppa, quindi ipotecare il passaggio agli ottavi già stasera sarebbe un vantaggio preziosissimo. «A La Spezia non eravamo noi, dobbiamo riscattarci subito, al derby ci penseremo da venerdì» ha messo in chiaro Stefano Pioli, che stasera opererà un turnover piuttosto sostanzioso. Spazio a Kalulu, Tomori, Meitè, Krunic e Manduzkic. Una bella prova di fiducia per molti riservisti: a loro il compito di mandare un segnale forte. Fondamentale recuperare quello spirito che ha consentito ai rossoneri di restare in testa 21 giornate.

In attacco fuori Ibrahimovic e dentro Mandzukic: per il centravanti croato è la grande occasione, a lui il Milan s’affiderà per abbattere la resistenza della squadra allenata dall’ex interista Dejan Stankovic. «Giocheremo senza paura, speriamo di stancarli anche un po’ per i miei amici interisti» ha detto l’ex nerazzurro. Ben lontana dai livelli gloriosi di inizio 90, la Stella Rossa non può tuttavia non evocare nei milanisti più avanti con gli anni il ricordo indelebile della famigerata nebbia che nel 1988 costrinse alla ripetizione della partita: quel giorno per Sacchi e i suoi iniziò la strepitosa scalata verso la Coppa Campioni. Allora qui erano in centomila, stasera saranno poche centinaia. Meglio così, per il Milan. Per ritrovare se stessi il silenzio non basta, ma a volte aiuta.

18 febbraio 2021 (modifica il 18 febbraio 2021 | 09:24)

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