Giovani, social, amanti dell’ambiente. Il boom degli urban fisher- Corriere.it

Fabrizio Aymone pescatore per hobby. Non un pensionato, non lo troverete sugli scogli ad attendere pazientemente per ore. Ha 17 anni, quest’anno si diplomer allo Scientifico, vive a Milano. Vado con la mia canna alla Darsena, in genere il venerd dopo la scuola con un compagno di classe. Mi diverto, incontro altre persone, pratico una pesca etica ed bello ritrovare in una citt industrializzata il contatto con la natura. Fabrizio un urban fisher, un pescatore urbano. Un gesto antico riscoperto sotto casa, nei fiumi o nei bacini delle citt, anche di una metropoli.

I lockdown hanno sicuramente favorito una disciplina dove non ci si sposta molto, ma una passione che nasce prima. Francesco Moni, 41 anni, di Pistoia, nel 2013 ha dato vita a Street Fishing Italia, che adesso ha 14 mila follower su Facebook e altrettanti su Instagram. Ho iniziato a pescare che ero talmente piccolo che nemmeno lo ricordo. Poi si cresce, c’ meno tempo a disposizione, cos ho provato sotto casa, a chilometro zero. Ho fatto promozione sui social, ci siamo allargati a macchia d’olio. L’associazione organizza ogni anno due raduni, invernale ed estivo, ad Adria e Treviso, raccogliendo in media oltre 200 partecipanti. Il successo dell’urban fishing la sua facilit e i costi ridotti — continua Moni —. Noi promuoviamo l’esca artificiale, l’attrezzatura ridotta, bastano 100 euro, tutti possono farla. Non la pesca dove si sta seduti, ci si muove e non ci si annoia. Il mio motto : una manciata di artificiale e tanta voglia di camminare.

Per semplificare, ci sono due tipi di pesca: lo spinning (pi immediata, con esche che spesso sono pesciolini finti colorati) e a mosca (che simula la presenza di larve o insetti). In ogni caso catch & release, cattura e rilascio, il pesce non destinato alla tavola ma torna in acqua. Abbiamo fatto anche dei tutorial per spiegare come evitare di fargli del male — aggiunge Moni —. Per esempio avere le mani bagnate, trattenerlo il meno possibile, va bene uno scatto non un servizio fotografico.

Fabrizio Aymone predilige la pesca a mosca: meno immediata ma credo che sia il sogno di ogni pescatore. Bisogna imparare la tecnica, va studiato anche l’ecosistema, appassionarsi di entomologia. Le regole dei nonni vanno adattate ai contesti urbani, i pesci sono attratti dai rifiuti ed meglio adattare anche le esche.

I social amplificano le conquiste, andare a pescare mentre accanto gli altri fanno shopping sta diventando di moda. La comunit dei pescatori urbani cresce, giovane e assomiglia molto ai gamer dei videogiochi. Hanno anche uno slang: spot il posto scelto (e ognuno ha il suo spot segreto), bucare significa prendere un pesce, cappottare l’esatto contrario.

Un fenomeno figlio del desiderio di natura anche in mezzo ai palazzi, ma anche di acque pi pulite, di gestioni pi attente alla flora e alla fauna. Cerchiamo di mettere in atto tecniche di pulizia dei canali rispettose dell’ambiente, una manutenzione gentile per coltivare la biodiversit spiega Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi, l’associazione che rappresenta i consorzi di bonifica e di irrigazione, un patrimonio di 220 mila chilometri. Sta crescendo tutte le attivit all’aria aperta. Si valorizza il territorio e i canali diventano l’occasione per pescare, ma anche passeggiare, correre o andare in canoa.

Emanuele Donati, 21 anni, studente a Pisa in Informatica umanistica, nella sua Lucca ha scoperto la ricchezza del vecchio canale di difesa: Cavedani, carpe, barbi, ma anche lucci, persici e anguille. bello staccare anche per un ora dallo studio o dal lavoro, ti estranei ed entri in una realt nuova. Ed affascinante vedere cosa nasconde quello che considerato da tutti un canale di scolo.

18 febbraio 2021 (modifica il 18 febbraio 2021 | 09:18)

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