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Simic: “Milan, con Ibra, Pioli e Maldini puoi di nuovo sognare”

Simic Milan con Ibra Pioli e Maldini puoi di nuovo


Colazione a Belgrado con l’ex difensore, attuale osservatore rossonero, prima della gara di stasera in Europa League: “Milan favorito al 70%. E per lo scudetto ci siamo”

Dal nostro inviato Sebastiano Vernazza

Colazione con Dario Simic, all’hotel Hilton di Belgrado, nel ritiro del Milan prima della partita di stasera. Il 45enne croato, ex difensore del Milan campione d’Europa nel 2003 e nel 2007, oggi lavora con il club rossonero come osservatore. Fa parte del team di scout di Geoffrey Moncada e gira l’Europa a caccia di talenti da segnalare a Maldini e Massara. Vive a Zagabria, è presidente dell’Associazione calciatori della Croazia e oggi sarà in tribuna al Marakana per seguire Stella Rossa-Milan, andata dei sedicesimi di Europa League.

Simic, ci parli della Stella Rossa.
“È una squadra esperta e tosta che sta facendo abbastanza bene in Europa. Giocano sul risultato, non hanno grandi fenomeni, ma sono pericolosi, sempre attenti. Non è la Stella Rossa che affrontò Sacchi o quella che vinse la Champions”.

“Degenek, il difensore centrale, ma anche Falcinelli sta facendo bene. Comunque il Milan avrà il vantaggio del Marakana senza pubblico. Io giocai le due partite del preliminare di Champions del 2006 e non furono partite facili, specie quella qui a Belgrado, proprio per l’ambiente. Allora era estate, venivamo da soli 7 giorni di preparazione”.

“Sì, certo: 70 per cento contro 30 per cento, non bisogna scappare dalle responsabilità. Anche se la Stella Rossa ha un po’ cambiato filosofia, non puntano più sui giovani da lanciare, attraversano una fase in cui puntano su calciatori già formati. Secondo me nel 2006 erano più forti”.

“Un fenomeno per qualunque squadra, anche se alla fine nel calcio è importante come gioca tutta la squadra. Sono felicissimo perché Stefano Pioli e Paolo Maldini sono riusciti a riportare il Milan a livelli competitivi. Possiamo di nuovo sognare. Paolo è un simbolo del Milan, suo padre ha alzato al cielo la prima Coppa dei Campioni quasi sessant’anni fa. Sono cose che pesano. Paolo è stato un capitano e un campionissimo della squadra, oggi è diventato il direttore tecnico del club. Aveva soltanto bisogno di un periodo per imparare e lo ha fatto con Leonardo e con Boban. È un valore aggiunto che gli altri non hanno. Gode del grande amore dei tifosi e protegge la squadra in tutti i modi”.

Che cosa pensa dell’ingaggio di Mandzukic, croato come lei?

“È stata una scelta logica. Ha 34 anni, è vero, ma è integro, non ha mai subito gravi infortuni. Deve soltanto recuperare la miglior forma, può giocare ancora ad alti livelli per qualche stagione”.

Il Milan può vincere lo scudetto?

“All’inizio nessuno ci pensava, ma la squadra gioca bene da un anno e mezzo, la classifica è importante e allora perché no? L’Inter ha grandi giocatori, ma il Milan non è da meno: Donnarumma, Kessie, Hernandez, Ibra… Possiamo sognare”.

Chi vincerà il derby di domenica?

“Il derby è sempre una partita aperta, che può andare in tutte le direzioni. Sono ottimista, perché si comincia a vedere il Milan che tutti noi milanisti volevamo vedere”.

Lei è stato un difensore. Chi le piace tra i difensori di questo Milan?

“Romagnoli e Kjaer sono bravissimi e in più dico attenzione a Kalulu, che può ricoprire tutti i ruoli della difesa”.

“L’ho seguito come altri scout. Noi lavoriamo di squadra con Moncada, per Paolo e Massara”.

Da presidente dell’Associazione calciatori croati come vede il futuro del calcio?

“Mi piace il calcio così com’è, con le leghe nazionali. Non vorrei che diventasse un business e basta. Magari riduciamo le squadre dei tornei nazionali, ma non esageriamo con le Super Leghe come sento dire in giro”.

Un giovane croato da prendere?

“Ah, non posso fare nomi, quelli li dico soltanto al Milan, però la Croazia continua a sfornare talenti. Da noi i giovani bravi ci sono”.

Magari suo figlio, che si chiama Roko all’anagrafe e che lei pronuncia Rocco, all’italiana.

“È nato a Milano, come i suoi fratelli. Ha 17 anni (è un 2003, ndr) e gioca come attaccante nella Lokomotiva Zagabria. È un attaccante, ha già accumulato una decina di partite nella Serie A di Croazia, lasciamolo crescere”.

“Sì, dai (Simic sorride, ndr)”.



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