Venezuela, il regime chavista si vaccina con lo Sputnik V

E lo Sputnik V, il vaccino russo del prestigioso Istituto di ricerca Gamalaieva, che fino ad ora l’Europa e gli Stati Uniti hanno snobbato, è arrivato in Venezuela. Il primo lotto di 100.000 dosi atterrato nel paese ha permesso al presidente Nicolas Maduro di annunciare l’avvio del processo di vaccinazione. Primi a riceverlo, secondo Maduro, il personale medico e i militanti chavisti che “saranno nelle strade a proteggere le persone”,. Da che cosa dovrebbero proteggerle non è dato sapere dato che il grande problema del Venezuela, oltre al virus, è una drammatica povertà.

In ogni caso le priorità vaccinali , come si poteva prevedere nella logica del dittatore, includeranno anche membri dell’apparato bolivariano: militari e politici dell’alto governo, membri del partito ufficiale, governatori, sindaci e polizia. Ovviamente l’annuncio ha generato grande irritazione tra molti civili e in politici membri dell’opposizione.

Maduro ha inoltre confermato di non escludere l’idea di accettare acquisti privati ​​per distribuire il vaccino attraverso canali alternativi a quello ufficiale e ha aggiunto che si aspetta che un massiccio processo di vaccinazione inizi in Venezuela ad aprile. “Abbiamo approvato il vaccino Sputnik V perché i nostri studi scientifici hanno dimostrato la sua completa sicurezza” dicendo che, appena possibile, sia lui che sua moglie, Cilia Flores, saranno vaccinati.

Julio Castro, epidemiologo e internista, noto nel Paese per essere uno dei portavoce più autorizzati nell’analisi dell’evoluzione della pandemia, una specie di Anthony Fauci dell’America Latina, ha riferito che le risorse per pagare la prima parte dei vaccini, nell’ambito del meccanismo Covax del Organizzazione Panamericana de la Salud, dovrebbero essere disponibili “da quattro a sei settimane”.

Esiste un accordo preliminare bipartisan che è stato portato avanti con grande discrezione dai leader dell’opposizione vicini a Juan Guaidó e dai membri del governo chavista per facilitare l’arrivo del vaccino, a prescindere dalle gravi differenze tra le due correnti. Maduro ha commentato a questo proposito: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo da dare e stiamo solo aspettando che liberino i 300 milioni di dollari dalla Banca d’Inghilterra per acquistare i vaccini”.

Il presidente venezuelano, sempre nella medesima conferenza stampa a Palazzo Miraflores, ha fatto riferimento anche ad altre questioni legate alla crisi politica, economica e migratoria venezuelana, e ad alcune situazioni controverse legate alla sua presenza al potere.

Il dittatore Maduro ha dichiarato che non gli interessa che l’Unione Europea non riconosca il suo governo e privilegi il suo contatto con Juan Guaidó nonostante abbia smesso di riconoscerlo come presidente. “Dal profondo del cuore: non ci interessa cosa dicono dall’Unione Europea. Queste sono le istituzioni venezuelane, noi siamo al di sopra del falso riconoscimento. Abbiamo ambasciate e consolati in Europa che sono un punto di partenza per il dialogo ”.

Ha anche detto che si aspetta segnali dalla nuova amministrazione americana di Joe Biden per avviare un dialogo politico basato sul “rispetto reciproco”. Alla domanda sul recente annuncio del presidente della Colombia, Iván Duque, in merito alla concessione dello status di protezione temporanea a 1,7 milioni di venezuelani entrati in quella nazione negli ultimi quattro anni, Maduro ha definito la misura “una frode”.

“Sei milioni di colombiani vivono in Venezuela e godono di pieni diritti. Sono stati accolti, hanno lavoro, accesso all’assistenza sanitaria e non hanno mai avuto bisogno di quel clown. Duque fa quegli annunci per lavarsi la faccia perché è il principale aggressore in Venezuela “.




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