“Esterrefatto per insulti a Segre, toccato il fondo”


Roma, 19 feb.(Adnkronos)

Gli insulti a Liliana Segre per l’appello fatto mentre si vaccinava contro il Covid, al di là della denuncia, dimostrano che è tempo di agire: “Si è toccato il fondo”. Il presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, monsignor Ambrogio Spreafico, interpellato dall’Adnkronos, è sconcertato. “Si rimane esterrefatti. La Segre poi aveva diritto a vaccinarsi, è una signora ultra ottantenne”, osserva il vescovo Spreafico.


“Purtroppo – riflette – siamo in una fase molto triste, non solo in Italia. Il problema è che ci si muove tra il disprezzo dell’altro, l’ ignoranza e lo scaricare la rabbia e i problemi che si vivono utilizzando stereotipi allucinanti di una storia drammatica dell’Europa di cui siamo stati parte attiva o perlomeno silenziosa. Mi dispiace davvero tanto, conosco la Segre e penso che bisogna fare qualcosa, non si può rimanere inerti“.

Il capo della Commissione episcopale per il dialogo e l’ecumenismo ritorna ai giorni della crisi di governo, quando Liliana Segre, nonostante i 90 anni, prese il treno esponendosi ai rischi del contagio per votare la fiducia al governo Conte. “Si parla sempre di patrioti, beh più patriota di lei in questa fase credo non ce ne siano molti altri. E’ una donna che si è esposta, è un esempio di come si può vivere da anziani, e di chi ancora crede di potere dare un aiuto al proprio Paese”. L’appello dell’altro giorno della Segre era sacrosanto dal momento che, riflette Spreafico, “il cinquanta per cento dei morti per Covid sono anziani nelle Rsa, un dato drammatico su cui riflettere”.

Dopo gli insulti a Liana Segre, la Procura indaga per odio razziale. “Credo che anche noi come Chiesa dobbiamo trovare messaggi che scuotano le coscienze. Si resta esterrefatti, ma bisogna anche uscire dallo stereotipo del ‘torni tutto come prima’. Spero si diventi migliori, perché abbiamo toccato il fondo”. A proposito di buoni esempi, monsignor Spreafico cita il caso di un liceo scientifico della diocesi di Ceccano, nel frusinate. “E’ una scuola molto attiva che ha sempre invitato ex deportati. Hanno fatto un libro” di cui il vescovo ha curato la prefazione. ” Hanno scritto lettere ai carnefici e alle vittime. ‘Caro Hitler…’, Sono davvero toccanti e molto profonde”, dice il vescovo a capo della commissione Cei per il dialogo.




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