Gli ultrà: la statua di Maradona al posto di quella di Garibaldi

È quanto emerge da un’intercettazione nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sulla devastazione del 23 ottobre

Gennaro Grosso, ultrà della Curva A napoletana, gruppo Masseria, al telefono (intercettato) sosteneva di voler “buttare a terra la statua di Garibaldi, come avevano fatto gli iracheni con quelle di Saddam Hussein dopo la sua caduta” per sostituirla con quella di Maradona. Intendeva procedere con modalità intimidatorie di protesta contro il Comune. Propositi confidati ad Egidio Giordano, leader di Insurgencia , assessore della III Municipalità e compagno di Eleonora De Majo, assessore comunale alla Cultura. Con questi metodi l’ultrà riuscì a far parte della commissione che dovrà valutare i progetti. Ora si è dimesso.

La perquisizione

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Intanto nella perquisizione ordinata dagli inquirenti nell’abitazione di De Majo e Giordano (che non sono indagati) la Digos ha trovato sette petardi di genere proibito, di quelli che vengono esplosi nel corso di manifestazioni di protesta: scattata la denuncia.

L’inchiesta

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Il pm Antonello Ardituro, Celeste Carrano, Luciano D’Angelo e Danilo De Simone stanno indagando sull’odiosa devastazione attuata la sera del 23 ottobre scorso contro il coprifuoco: violenti si mescolarono a commercianti e ristoratori nel centro storico, quindi, arrivati sul lungomare, si abbandonarono ad atti di vandalismo. Gennaro Grosso è ritenuto una figura centrale: “Emerge come soggetto che si adopera per coordinare e compattare gli esponenti di diverse realtà locali antagoniste, anche ideologicamente differenziate, tra cui circoli della sinistra più radicale, come il movimento Sud Conta o la formazione Insurgencia, o formazioni più immediatamente riconducibili a movimenti di destra come Casapound, ed alcune delle sigle ultrà come quella chiamata Rione Sanità”. Un quadro inquietante emerge e le indagini sono ancora in corso.


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