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Governo, il metodo Draghi. Niente viceministri e lista sottosegretari rapida

Il piano di Draghi piace al 624 La priorita lavoro


Governo, il metodo Draghi. Niente viceministri e lista sottosegretari rapida

Il governo Draghi prende sempre più forma. Dopo la nomina dei ministri e i voti di fiducia al Senato e alla Camera, il nuovo esecutivo è già operativo. L’ex presidente della Bce non vuole perdere tempo – si legge sulla Stampa – e punta a chiudere un’altra partita importante per la formazione della squadra, vuole la lista dei sottosegretari in tempi brevi, affidandosi alle scelte dei partiti, solo in caso di mancato accordo sarà lui ad intervenire. Ma Draghi ha già messo dei paletti, non ci saranno viceministri. Al M5S spetta la fetta più grande della torta, 12 poltrone, e le trattative, assicura il reggente Vito Crimi di fronte all’ex squadra di governo riunita nel pomeriggio alla Camera, “le porteremo avanti io, i capigruppo e i vicecapigruppo”. Dunque, aggiunge, “nessuno di noi entrerà nel governo, per evitare autocandidature”.

Nel Pd si tiene alta la guardia sul tema della rappresentanza femminile. Puntano alla riconferma Anna Ascani all’Istruzione e Simona Malpezzi ai Rapporti con il Parlamento. Le poltrone a disposizione, per i Dem, sono 7, al massimo 8. Nella Lega prosegue la Stampa – c’è qualche ritardo. Matteo Salvini vorrebbe garantire un ruolo ai Beni culturali per Lucia Borgonzoni, uno dei nomi fatti a Draghi per un ministero e poi all’ultimo silurata. Si giocano un posto al Viminale i fedelissimi Stefano Candiani e Nicola Molteni, più il primo del secondo.Ma a poche ore dalla chiusura, il centrodestra solleva un tema: «Se i Cinque stelle hanno perso senatori e deputati, dobbiamo ricalcolare i posti che gli spettano». Ma è difficile venga accolta la mozione, ad un passo dalla chiusura.





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