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Lega, la Francia spaventa Salvini. La svolta al centro non paga

Lega la Francia spaventa Salvini La svolta al centro non


L’esempio della Francia spaventa Matteo Salvini. Il segretario della Lega ha impresso una svolta radicale, un’inversione a U del movimento fondato da Umberto Bossi, e in pochi giorni ha archiviato il sovranismo, l’euroscetticismo per entrare nel nuovo governo Draghi, spinto dal duo Giorgetti-Zaia che rappresenta le istanze del Nord padano e produttivo dei piccoli imprenditori, delle partite Iva e degli artigiani che non vuole battaglie ideologiche ma pensa prima di tutto alla propria ‘fabbrichetta’ e al portafoglio.

L’ex ministro dell’Interno è arrivato ad affermare in aula al Senato che “l’Europa è la nostra casa”, contraddicendo in modo clamoroso il ‘bastaeurotour’ del 2014 con Claudio Borghi e quelle numerose dichiarazioni  fatte fino a pochi anni fa sull’euro “strumento criminale”. E’ evidente che l’obiettivo del leader del Carroccio, in prospettiva, è di lasciare il gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo per cercare un difficile ingresso nel Partito Popolare Europeo, mossa sponsorizzata e caldeggiata da tempo da Silvio Berlusconi.

In Via Bellerio spiegano la svolta con la necessità di sdoganarsi presso le cancellerie europee, Berlino in testa, visto che “contro l’Europa non si può governare (l’esempio di Berlusconi del 2011 spiega benissimo il giochino dello spread)” e Palazzo Chigi resta nei sogni e nei desideri di Salvini. Ma l’inversione a U comincia ad avere ripercussioni negative. Vincenzo Sofo, eurodeputato leghista ed ex ideologo del sovranismo, con una lunga nota ha annunciato il suo addio al Carroccio per avvicinarsi a Fratelli d’Italia.

Una scelta tutta politica e spiegata in modo molto chiaro in questo passaggio: “La fiducia al governo Draghi sembra essere proprio il reset di tutto quello per il quale ci siamo battuti riportando l’orologio indietro di un decennio. La Lega ha evidentemente deciso di darsi una missione nuova e radicalmente diversa, mirata a raccogliere l’eredità del Pdl più che a costruire un grande movimento patriottico, identitario, conservatore e sociale. Scelta legittima e probabilmente affine alla sua natura originaria ma incompatibile con le ragioni per le quali aderii a questo movimento e ai fondamenti che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica”.

Sofo è il fidanzato di Marion Maréchal-Le Pen, la nipote della leader della destra transalpina. Il 9 maggio 2017, due giorni dopo le elezioni presidenziali che sancirono la vittoria del presidente Emmanuel Macron, Marion  annunciò il proprio abbandono dall’attività politica per ragioni personali, familiari e professionali, la non candidatura alle elezioni legislative di giugno 2017 e le proprie dimissioni da capogruppo del suo partito nella regione.

In realtà, dietro questa scelta c’è un dissenso profondo nei confronti delle scelte di Marine Le Pen. La figlia del contestato e anziano leader, Jean-Marie, ha modificato il Front National in Rassemblement National e dopo la netta sconfitta del 2017 contro Macron ha pian piano abbandonato la linea sovranista ed euroscettica per cercare faticosamente di inseguire il centro e riposizionarsi. Da qui la rottura con Marion che ora come cognome preferisce usare Meréchal e non Le Pen, e l’addio all’attività politica.

Peccato che negli ultimi sondaggi in vista delle Presidenziali del 2022 in Francia, Marion sia oltre il 30% con la zia Marine poco sopra il 20%. La Francia non è l’Italia, vero, ma si tratta comunque di un campanello d’allarme per Salvini. La svolta centrista non paga, Parigi insegna. In Francia non esiste un partito simile a Fratelli d’Italia, ma non è detto che nasca in vista delle future Presidenziali. Mentre Marine, che ha anticipato l’inversione U di Salvini (Matteo è andato perfino oltre governando con la sinistra di LeU), arranca in crisi di identità e di consensi.

Marion probabilmente attenderà che sua zia perda nuovamente le elezioni, in modo da non essere accusata quando si prenderà più della metà del partito. Va tenuto conto poi che Marine attacca spesso la nipote in tv e sui giornali, mentre Marion ha creato una rete di contatti ed è il punto di riferimento dei conservatori francesi come dei cattolici oltre che di tutto il mondo degli identitari che è in crescita, vista la situazione di perenne guerra con il fondamentalismo islamico.





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