Italia zona arancione e stop spostamenti tra Regioni


(Adnkronos)

Italia zona arancione per contrastare le varianti covid e arginare la diffusione del contagio. E’ l’ipotesi che i governatori delle regioni potrebbero discutere oggi e trasformare in proposta da sottoporre al governo. Si avvicina il 25 febbraio, quando scadrà il divieto di spostamenti tra le regioni. Se la proroga del divieto appare scontata, è da definire la forma che verrà adottata per varare le misure. “Quando si richiama il lockdown viene in mente qualcosa che non è percorribile, il lockdown che ci fu lo scorso anno teneva chiuso tutto nel Paese. Io mi interrogo solo se questo tema delle fasce colorate, alla luce delle varianti che stanno cominciando a circolare e a far peggiorare, quasi in tutto il territorio nazionale, i parametri, non abbia qualche pecca”, ha detto ieri il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, evidenziando la necessità di un superamento del sistema che suddivide le regioni in zona rossa, zona arancione, zona gialla e zona bianca.


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Domani intanto entrano ufficialmente in zona arancione Campania, Emilia Romagna e Molise con misure e regole più severe -per spostamenti, scuola, bar e ristoranti- sulla base degli ultimi dati. L’Umbria, pure in zona arancione, con un’ordinanza regionale decreta la zona rossa nella provincia di Perugia.

L’Italia è alle prese con l’aumento dell’indice Rt nazionale, che nel periodo 27 gennaio-9 febbraio è arrivato a 0.99 (range 0.95– 1.07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno. Nel dettaglio, l’indice Rt è sopra 1 in 10 regioni in Italia. “Dieci Regioni e Province autonome” in Italia “hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui 9 anche nel limite inferiore” del range, “compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. Le altre Regioni/Pa hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo 1”, si legge. Le 10 regioni con Rt superiore a 1 sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, province autonome di Bolzano e Trento, Toscana e Umbria.

L’adozione di nuove misure, o almeno di un nuovo metodo, è legato alla necessità di contrastare le varianti del covid, ritenute più contagiose. “Ci aspettiamo un aumento dei casi covid dovuto alla variante inglese”, ha detto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. “La variante inglese è molto diffusa soprattutto sulla costa adriatica e ha una maggiore trasmissibilità rispetto ai ceppi circolanti superiore al 45% e allo stesso tempo, questa è la buona notizia, non riduce l’efficacia del vaccino. La variante brasiliana è diffusa in Umbria, soprattutto a Perugia e in alcune zone della Toscana con casi sporadici in altre parte del Paese”, ha aggiunto nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia Iss-ministero Salute.




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