Juve, serve il vero Dybala. Al top per la Champions, Pirlo ha un piano

Venti giorni di rodaggio in modo da averlo in condizione per il ritorno con il Porto. L’argentino sente ancora dolore al ginocchio, ma dovrà conviverci

Paulo Dybala è un ragazzo curioso, che ama e vive per il calcio ma non si disinteressa dei fatti di cronaca. In questi giorni ha seguito l’atterraggio del rover Perseverance su Marte e si è appassionato alle immagini del pianeta rosso inviate sulla terra. Nel futuro molto prossimo del dieci bianconero c’è qualcosa di molto meno storico ma atteso con la stessa identica trepidazione della Nasa: il suo ritorno in campo, evento che non si verifica dal 10 gennaio, quando s’infortunò contro il Sassuolo. In questi 41 giorni interminabili non ha fatto altro che pensare al momento del rientro e lo desidera ancora di più adesso, di fronte a una Juventus incerottata e ferita (due sconfitte di fila tra campionato e Champions, mai successo prima in questa stagione) che ha un disperato bisogno di lui. Servono i suoi gol, perché la squadra di Pirlo sta pagando soprattutto questo. Il match di lunedì sera con il Crotone è considerato il D day, quello della ripartenza del dieci: Paulo giocherà presumibilmente uno spezzone di partita e da lì inizierà il piano di rodaggio per averlo al meglio entro il 9 marzo, giorno in cui la Juventus si giocherà allo Stadium la qualificazione agli ottavi di finale contro il Porto, con l’obbligo di ribaltare la sconfitta per 2-1 dell’andata.

Cercasi gol da Joya

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Paulo nel 2019-20 è stato determinante nella conquista del nono tricolore. Ha chiuso la stagione con 17 centri (di cui 11 in Serie A) e con il premio di Mvp del campionato. Dopo lo stesso numero di partite (33) aveva fatto 12 gol, di cui alcuni pesantissimi (Inter e Milan in campionato, doppietta alla Lokomotiv in Champions), quest’anno è fermo a quota 3, ultima rete nel 4-1 all’Udinese (3 gennaio). Senza di lui Pirlo è stato costretto ad adattare Kulusevski nel ruolo di seconda punta, ma i dati del nuovo anno dicono che dei 4 attaccanti bianconeri, a parte Ronaldo, solo Paulo nei 2021 ha trovato la porta in A. Anche in una stagione finora disgraziata, in cui Dybala non è mai stato al top per colpa di infortuni e altri guai (una brutta infezione alle vie urinarie) i dati raccontano che con l’argentino in campo la Juve segna di più (2.3 la media a gara, 1.6 senza) e fa più punti (2.3 a match invece di 1.7) mentre i gol subiti restano invariati (0.9). Ecco perché è fondamentale riavere il dieci di un anno fa, quello che saltava, scartava, inventava e lasciava a bocca aperta (i tifosi) e asciutta (gli avversari).

Al top per la Coppa

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Dybala in questi giorni si è allenato tanto per recuperare il tempo perduto. Ha ancora un po’ di fastidio al ginocchio infortunato (il sinistro), ma è un dolore sopportabile con cui dovrà abituarsi a convivere, almeno per il primo periodo. Ieri ha approfittato come tutti del giorno libero concesso dal tecnico ma non ha dimenticato di portarsi il lavoro a casa: esercizi personalizzati per rinforzare la muscolatura. La prudenza è d’obbligo dopo tre stop consecutivi da luglio a oggi (elongazione retto femorale coscia sinistra, con ricaduta ad agosto dopo i pochi minuti giocati in Champions, poi lesione di basso grado al legamento collaterale mediale) ma bisogna fare i conti anche con il momento cruciale della stagione bianconera e con l’emergenza.

Ritorno alla creatività

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Pirlo ha perso in un colpo solo Arthur, Bonucci e Cuadrado e la squadra in questa fase ha un disperato bisogno di creatività. Il piano D prevede un inserimento graduale dell’attaccante a cominciare dalla prossima partita. Un lavoro a tappe con l’obiettivo di averlo a pieno regine per le due partite più importanti, Lazio (6 marzo) e tre giorni dopo Porto. Nelle prossime due settimane Dybala dovrà far sparire il dolore e ritrovare il ritmo partita. Quando starà finalmente bene Pirlo potrà cominciare a studiare un modo per far giocare insieme lui, Ronaldo e Morata, cosa che finora è riuscito a fare solo in piccoli spezzoni di partita. Un passo per volta, per ora il dieci s’accontenta di tornare in campo.


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