La Federcalcio scelga la continuità di Gravina

Lunedì si decide il nuovo presidente: confermare l’attuale numero uno è la scelta più logica, oltreché la più giusta. Non c’è tempo da perdere, le riforme vanno fatte adesso

Il calcio era un grande malato anche prima della pandemia. Da un anno è entrato in una crisi profonda da cui potrà uscire solo se avrà il coraggio di riformarsi, la forza di compiere scelte che lo rilancino, l’intelligenza di capire che oggi la capacità non è un optional, ma un’esigenza. Lunedì la Federcalcio eleggerà il Presidente, che avrà davanti un compito più difficile di quelli affrontati in passato da qualsiasi altro suo predecessore.

Tutte le criticità e i peggiori difetti del nostro calcio si sono in questo periodo acutizzati. La Lega di A, che aveva trovato finalmente una strategia e una visione dopo anni di mediocrità, liti senza costrutto finalizzate soltanto alla difesa dell’interesse di questo o quel club, è di nuovo divisa. All’orizzonte c’è la Super Champions, nuovo Eldorado di club dissanguati, dissestati, che vogliono dal 2024 creare un torneo con un’infinità di partite, con il rischio di stancare lo spettatore e la certezza di affossare i campionati nazionali. La Gazzetta è stata sempre contraria a questo progetto, ultimo e catastrofico esempio della bulimia dei club europei più grossi, senza alcun senso di responsabilità nei confronti del contesto che li ha aiutati a crescere. Cosa sarebbero, per esempio, il Real Madrid, il Bayern, la Juve senza il campionato? Nello stesso tempo la distanza tra la serie A da una parte, B e C dall’altra, è aumentata: la qualità del gioco in queste due categorie è scesa vertiginosamente. Entrambe le Leghe non sono ormai più in grado di assolvere alla loro funzione storica di laboratorio per la serie maggiore. Alla base di questa piramide infine ci sono i dilettanti, travolti dallo tsunami della pandemia. Non c’è tempo da perdere per rifondare il calcio, consapevoli che ogni crisi contiene in sé anche delle opportunità. Vanno colte, qui e ora. Le riforme o si fanno adesso o dopo sarà inutile. O si imbocca la strada del rilancio usando le risorse che i fondi sono disposti ad investire, oppure continueremo ad affondare tirando a campare con i diritti televisivi.

Come è evidente il presidente della Federcalcio ha di fronte sfide enormi. Gravina si è già misurato con le durezze di questa terribile stagione. È stato coerente nella stagione del lockdown: si è battuto per la ripresa del campionato e con determinazione ha centrato l’obiettivo. La Gazzetta su questo tema è stata a volte in disaccordo, tuttavia ha sempre rispettato il percorso, sottolineando le capacità messe in campo per conseguirlo. A Gravina va anche riconosciuto il rilancio della Nazionale e del club Italia, che sono un potente volano per tutto il settore. Così come è stata una scelta felice la nomina di Chiné a capo della Procura federale, che ha permesso di cancellare rapidamente il periodo non certo memorabile dell’ex prefetto di Roma, Pecoraro, che d’altronde anche nella Capitale nessuno rimpiange. Un bilancio quindi positivo, se consideriamo poi che Gravina è stato eletto in corsa, a fine 2018. Una sua conferma lunedì, in una linea di continuità, ci sembra quindi oltreché la più giusta, anche la più logica. È vero che il nostro calcio ha ripetutamente dimostrato di soffrire di una patologica allergia alla razionalità, ma stavolta speriamo, anzi confidiamo, non remi contro se stesso.


Source link

About Bourbiza Mohamed

Check Also

Juve sulle spalle di Ronaldo: a -1 da Pelé nella storia, a +1 su Lukaku in serie A

Cristiano e il brasiliano appartengono alla stessa categoria di calciatori. Il pantheon in cui ammettono …

Rispondi