Basket, gli sponsor corrono in aiuto per salvare i ricavi di 90 milioni e a Roma arriva un nuovo palazzetto

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I palazzetti ancora chiusi fanno mancare 20 milioni di ticketing che saranno compensati dagli sponsor. All’Eur di Roma in arrivo un nuovo palazzetto

di Marcello Frisone

I palazzetti ancora chiusi fanno mancare 20 milioni di ticketing che saranno compensati dagli sponsor. All’Eur di Roma in arrivo un nuovo palazzetto

4′ di lettura

La pallacanestro senza pubblico è resiliente grazie agli sponsor. Se in epoca pre- Covid i ricavi per le Serie A1 e A2 ammontavano a oltre 90 milioni, in periodo di palazzetti ancora chiusi questi introiti caleranno di 20 milioni a causa proprio della mancanza dei tifosi che assistevano dal vivo alle partite. Adesso, per fortuna, questi mancati ricavi sono compensati dagli sponsor per un movimento nazionale che vede quasi 100 milioni di costi (di cui soltanto 43 per gli stipendi) e che continua a investire tanto che all’Eur di Roma è in arrivo un nuovo palazzetto dello sport.

I mancati introiti

Come detto, dunque, quest’anno mancheranno introiti da pubblico quantificati in oltre 20 milioni per l’intera Serie A. A sopperire a questa mancanza, saranno gli sponsor dando spinta vitale alle società in campo. Per esempio, a Roma il testimone di “prima squadra” è stato ereditato dall’Atlante Eurobasket Roma che, al quinto campionato in Serie A2, ha attirato nuove sponsorship nonostante l’emergenza sanitaria: Consorzio Atlante (società di logistica internazionale e facility management), Bricofer (gruppo che dal 1979 è il tempio del fai da te con 120 punti vendita in tutta Italia) e Airfire Spa (leader nel settore della sicurezza e della prevenzione antincendio).
Ogni squadra del campionato di Serie A2 muove mediamente quasi 2 milioni a stagione, cifra indispensabile per poter puntare alla promozione nella massima categoria, obiettivo di squadre importanti come Gevi Napoli Basket, Derthona Tortona e Apu Udine, attualmente ai vertici della classifica. Dietro alle quali si assesta l’Atlante Eurobasket Roma sulla quale, non a caso, puntano aziende di caratura internazionale.

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Le differenze tra A1 e A2

La discrasia di movimenti economici tra A2 e A1 è significativa, anche a causa dell’assenza dalla serie cadetta di grandi marchi invece presente in A1 come il Gruppo Armani a Milano e Segafredo a Bologna, sponda Virtus. È proprio la Capitale a far ben sperare. Dopo il ritiro della Virtus Roma, società romana con alle spalle 60 anni di storia, si aprono nuovi scenari per la pallacanestro e per l’economia legata a questo sport nella Capitale. A Roma però, nonostante l’annata condizionata dall’emergenza sanitaria, si sogna in grande: «L’assenza di indotto legato al botteghino – spiega Emilio Gisondi, vicepresidente di Eurobasket Roma – ha pesato, e molto, nella definizione del budget. Noi abbiamo potuto sopperire a tale mancanza grazie all’impegno degli sponsor che, in questa stagione, si sono fatti carico dell’80% del nostro budget, consentendo alla società di poter programmare l’anno con una serenità economica che, a causa della pandemia, non deve essere data per scontata. I nostri partner hanno confermato, con i propri investimenti, che Eurobasket Roma è una società con grande ambizione e che punta a una crescita costante nei prossimi anni».
Crescita che, in parte, è già attuale: «Abbiamo raccolto il testimone – continua Gisondi – per quanto riguarda la pallacanestro a Roma di alto livello. Conseguentemente, l’esposizione mediatica della società e dei suoi partner commerciali è sensibilmente aumentata. Ci siamo fatti trovare pronti a reagire, ma ciò non ci esonera dal dover effettuare delle profonde analisi sullo stato attuale del basket in Italia. Il sistema economico legato alla pallacanestro non potrà ripartire pienamente senza un piano di incentivi statali legati alla defiscalizzazione per gli investitori e alle agevolazioni finanziarie per esempio nei rapporti con gli istituti di credito».

L’abbattimento dei costi accessori

Analisi ripresa dal presidente di Eurobasket Roma: «Nella definizione del budget per la stagione – sottolinea Armando Buonamici – si è reso necessario abbattere alcuni costi accessori, a fronte di una inevitabile riduzione delle entrate complessive. Sapevamo, altresì, che un costo fisso di quest’anno sarebbe stato legato alla spese sanitarie per la sicurezza di staff e atleti: sanificazioni e tamponi ogni 3 giorni, questo è un ambito in cui non si deve badare al risparmio. Abbiamo effettuato, dunque, un’analisi approfondita sulle risorse umane di cui disponevamo, preferendo investire sulle professionalità locali, quelle che abbiamo formato internamente negli anni: siamo l’unica squadra che può vantare 6 giocatori di rotazione interamente cresciuti nel settore giovanile, allenati dal più giovane coach di tutta la Serie A2, anch’esso formatosi nella nostra società. Siamo quarti in classifica – continua il presidente – e in piena corsa per un piazzamento nei playoff, che sarebbero i primi della storia di Eurobasket Roma nella categoria: le nostre scelte estive stanno pagando dividendi importanti».

Un nuovo palazzetto in arrivo a Roma

Così come per altri sport, il futuro e la programmazione a medio-lungo termine sono legati alla questione dell’impiantistica: «Il Comune di Roma Capitale e Eur Spa – conclude Buonamici – sono al lavoro con Eurobasket Roma per la realizzazione di un impianto nel quartiere Eur che sia idoneo ai parametri della Serie A2. Tale condizione è imprescindibile per poter affrontare un campionato di alto livello in una città che offre innumerevoli fonti di intrattenimento: una struttura nuova e funzionale che consentirebbe di accentrare l’impegno sul settore giovanile nel quadrante sud di Roma, nel quale da ormai 20 anni Eurobasket Roma investe annualmente per la crescita di nuove risorse».


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