“C’è bisogno di regole equilibrate”


(Adnkronos)

“Non credo l’Italia possa vivere di sola repressione. C’è bisogno di regole che vengano vissute come equilibrate dai cittadini”. Lo afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso della trasmissione di Rai 3, Agorà, sottolineando come “le immagini dei tifosi fuori da San Siro così come degli assembramenti ci dimostrano che siamo di fronte ad un Paese dove far rispettare le regole dopo un anno è sempre più complicato”.


“Ho detto ai ministri – ha aggiunto – che noi abbiamo sempre agito su zone gialle, arancio e rosse che prevedevano la chiusura di determinate attività. Non si può provare a ragionare invece sulle zone di rischio, con un allentamento o un irrigidimento delle regole? Faccio un esempio: un ristorante che in zona gialla ha 50 coperti e una distanza di 1 metro da un cliente e l’altro, in zona arancio ha 25 coperti e 2 metri tra un cliente e l’altro, il ché vuol dire comunque rarefare i contatti sociali ma anche agire sul lato dei volumi e non drasticamente dell’aperto e chiuso. Sono molte le proposte che abbiamo fatto ma credo che un cambio di passo si possa avere”.

Quanto al primo incontro Stato-Regioni di ieri sera, Toti ha spiegato: “Abbiamo dato tutti quanti il nostro assenso al fatto che vengano prorogate le cosiddette norme primarie, quelle che vietano la libertà di spostamento, tra Regioni e comuni, per un mese. D’altra parte era anche giusto lasciare a questo governo qualche settimana per prendere contezza della situazione e agire in modo dettagliato e consapevole”. “Ieri – sottolinea – abbiamo dato tutti quanti un assenso dicendo anche che c’è bisogno di revisionare il sistema in modo profondo, rendendolo più comprensibile alle categorie e ai cittadini e più coerente con i tempi, dalle varianti alla necessità di far ripartire l’economia”.

Per Tori “Draghi deve usare la sua autorevolezza per far sì che Pfizer e Moderna consegnino le dosi. Il problema vero è ora il numero del personale messo in campo per le vaccinazioni da un lato e dall’altro il numero dosi che riusciamo ad acquisire sul mercato”.

Per quanto riguarda le varianti in Liguria, “vorrei che i cittadini sapessero che non sono una cosa che noi non controlliamo. Abbiamo un ‘cruscotto di comando’ che le intercetta e i nostri laboratori hanno anche una mappatura settimanale delle varianti. In Liguria abbiamo c’è circa un 17% di variante inglese e pochi sparuti di variante sudafricana. La situazione è monitorata. Le varianti sono una variabile nel quadro di controllo, ove la pressione dovesse aumentare il sistema lo percepirebbe”. “Posso dire – ha aggiunto – che nell’esperienza ligure una presenza del 17% di varianti ha comportato nel ponente estremo della regione un tasso di maggiore di contagio ma il tasso di ospedalizzazione al momento è in calo”.




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