Cortina 2021 si chiude con successo, anche sul piano del rilancio economico

Un’immagine della cerimonia di chiusura (Pentaphoto/Fondazione Cortina 2021)

I mondiali di sci alpino si sono chiusi con un grande successo organizzativo, obiettivo non scontato per il primo grande evento sportivo dell’era-Covid 19. La ricerca realizzata da Format Research evidenzia anche l’impatto positivo di Cortina 2021 sugli aspetti economici e d’immagine del nostro Paese.

Presentati in un incontro dal titolo eloquente (“Ma come fanno bene i Mondiali all’economia e all’immagine Italia!”), i dati hanno tratteggiato un quadro altrettanto chiaro: “Se la pandemia ha piegato l’economia, i Mondiali hanno dato ossigeno alle imprese, a Cortina, al Veneto e al made in Italy”, ha detto Valerio Toniolo, Commissario alle opere di Cortina 2021. “In media, l’impatto delle aziende interpellate sul fatturato/ricavi è stato del 5,9% nel 2020, con un valore molto simile a quello del biennio precedente. Il 78,7% delle imprese intervistate ritiene che sia stata una scelta giusta quella del Governo di investire sul territorio e il 62,7% delle aziende considera gli investimenti fatti un’eredità importante per la zona”.

Se non ci fossero stati i mondiali, il 77,2% delle imprese sondate avrebbe avuto una riduzione del fatturato. Luciano Patanè, Presidente di Confturismo e Confcommercio, cha commentato: “Prima del Covid, l’organizzazione di grandi eventi generava ricadute economiche sul territorio di svolgimento: oltre due euro e mezzo per ogni euro speso. Oggi i Mondiali si svolgono senza pubblico, questo valore – non solo per Cortina ma per l’intero Paese – diventa ancora più consistente. Si proietta nel mondo l’immagine di un’Italia organizzata, resiliente e accogliente: tappa fondamentale anche per il turismo sul percorso di una ripresa che oggi appare lontana ma traguardabile, che cominciamo a costruire da ora”.

Il 70% delle aziende considera che le opere legate a Cortina 2021 abbiano contribuito a rilanciare il territorio: “Possiamo parlare di modello Cortina; vogliamo lasciare alle future generazioni una località moderna e competitiva”, ha commentato il Sindaco Gianpietro Ghedina.

Il 63,5% delle imprese ha deciso di assumere (o di aumentare le assunzioni) proprio per via dell’evento sportivo, dato che spinge Lorraine Berton, Presidente di Confindustria Belluno e a capo del tavolo Grandi eventi della Confindustria nazionale, a dire: “Questi dati non ci sorprendono ma anzi ci lusingano; abbiamo un’occasione storica davanti che è quella dei grandi eventi che possono rilanciare la montagna, troppo spesso dimenticata. Voglio fare i complimenti a quanti hanno lavorato a questo straordinario evento che resterà alla storia”. I

I mondiali di Cortina si sono svolti all’insegna della sostenibilità ambientale e sociale, con il 72,6% degli investimenti ambientali rivolti al risparmio energetico, il 38,1% alla gestione differenziata dei rifiuti, e il 16,9% all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Alessandro Benetton, presidente di Fondazione Cortina 2021, ha commentato: “Questo Mondiale dimostra che si possono fare le cose con standard altissimi di sostenibilità, sicurezza e legalità – tutti ci hanno accompagnato in questa grande avventura: il territorio, la politica, il mondo dello sport”.

L’esito positivo di Cortina 2021 viene visto come l’ideale viatico per Milano-Cortina 2026 e Carlo Mornati, Segretario generale del Coni, ha spiegato: “Non avremmo avuto le Olimpiadi senza i mondiali di Cortina. Gli italiani hanno dimostrato di essere i numeri 1 nell’organizzazione di un evento in piena pandemia. Dal punto di vista sportivo 10 e lode, ma non c’è da sedersi sugli allori. Il pragmatismo del Veneto e degli italiani ci aiuterà”.

Per il ministro Federico d’Incà, bellunese di nascita, “i mondiali rivestono un’importanza straordinaria per il nostro territorio, offrendo una grande visibilità al Bellunese: lo sport è un volano importantissimo grazie ai valori che porta con sé e ha la capacità di sapere raccontare le peculiarità del territorio. Ci troviamo, quindi, di fronte a una grande opportunità per la montagna e per le prospettive socio economiche che avranno un ulteriore crescita anche grazie alle Olimpiadi del 2026. Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro svolto”.




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