Doppiatori addio: l’attore originale parla in lingue diverse grazie all’Ai


In un’intervista a IndieWire, Oz Krakowski, chief marketing officer di Deepdub, ha spiegato il suo funzionamento: «La tecnologia si basa sul deep learning e sull’intelligenza artificiale su reti neurali. Il deep learning apprende i tratti caratteriali della voce – come tono, profondità, velocità, spaziatura e intonazione delle parole -, li registra e può quindi applicarle a una lingua diversa».

Krakowski ha anche affermato che Deepdub può attualmente doppiare una serie televisiva di otto episodi in sei settimane, il che supererebbe le normali 14-16 settimane necessarie alla maggior parte delle aziende per doppiare lo stesso contenuto con metodi tradizionali.

Anche se Deepdub deve ancora dimostrare la sua efficacia, il potenziale di questa tecnologia è evidente. Nel mercato delle piattaforme globali di streaming l’importanza di indirizzare l’esperienza del telespettatore nella propria lingua è preziosa e in questo senso il doppiaggio è una risorsa vitale per il mercato globale.

Deepdub in questo modo si presenterebbe come un vantaggio per i produttori di contenuti, che azzerando il gap linguistico potranno abbattere sensibilmente costi di produzione e tempi di distribuzione.

I doppiatori scompariranno?


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