Milan, Romagnoli in crisi. E incombe il rinnovo…

Il capitano nelle ultime uscite è apparso in difficoltà dentro una stagione mai davvero decollata. Pioli valuta come gestirlo ed Elliott riflette sul contratto che scadrà nel 2022

Le parole pensate e utilizzate sui social dopo il derby, sono da vero capitano: “Metterci la faccia quando va tutto bene è facile, ma è importante farlo anche oggi. Cadere fa parte del gioco del calcio, ma per un gruppo come il nostro rialzarsi e invertire subito la rotta è un dovere. Insieme, uniti. Come sempre”. Ad Alessio Romagnoli va dato atto di aver messo la faccia anche nei rari casi in cui il Milan nell’ultimo anno non è andato come doveva. Come al termine della figuraccia contro lo Spezia, quando Alessio aveva scelto un commento molto schietto e duro rispetto alle consuete frasi di circostanza: “Oggi l’abbiamo un po’ sottovalutata”. Viva la sincerità, anche se a volte può essere scomoda e, in questo caso particolare, qualcuno in via Aldo Rossi non aveva preso benissimo questa dichiarazione.

Ingranaggi inceppati

—  

Restando però in tema di sincerità, occorre qualche riflessione anche su Alessio. Stagione complicata, la sua. Stagione che non decolla, che non vuol saperne di ridargli quelle certezze a cui ci aveva abituato. Stagione senza grandi squilli di tromba anche nel periodo d’oro generale, quando il Milan giocava sul velluto e tutto funzionava. Il centrale di riferimento quest’anno è stato Kjaer, con Alessio alla ricerca costante della condizione migliore. Che evidentemente continua a sfuggire. E ora che gli ingranaggi del Diavolo si sono un po’ inceppati, il problema è diventato evidente. Per restare ai fatti più recenti, ci sono l’ingenuità su Falcinelli a Belgrado costata un rigore e l’incapacità di contenere Lukaku nel derby (nell’azione del primo gol di Lautaro il belga gli scivola via al doppio della velocità). Non una novità assoluta, peraltro, ma apparsa ancora più evidente nell’ultima stracittadina. Poi, in ordine sparso, il rigore su Pussetto a Udine, le fatiche con Dzeko e Mertens. In mezzo, anche diverse partite su buoni livelli, in cui ha dato l’illusione di essere uscito dalle sofferenze. Ma l’ultimo periodo ha detto che non è così.

Tifosi divisi

—  

La causa di tutti i mali è senz’altro riconducibile a un infortunio al polpaccio destro in cui era inciampato la scorsa stagione e che l’aveva bloccato per circa tre mesi, preparazione estiva compresa. Una partenza a handicap che l’ha visto tornare in scena soltanto a metà ottobre. Doveroso dargli il tempo di raschiare via la ruggine. Adesso però siamo nella seconda metà di febbraio e il rendimento, molto semplicemente, non è all’altezza. Una parte del popolo rossonero ricorda come Romagnoli sia stato a lungo il pilastro della difesa rossonera, cosa assolutamente vera. Un’altra parte, però, si spinge a dire che i progressi e la crescita si sono fermati tempo fa. In pratica, che Alessio a 26 anni avrebbe ormai pochi margini di miglioramento. Insomma, il capitano fa discutere e – sostengono in diversi – un capitano che esce dal derby col cucchiaio di legno in pagella è una brutta immagine.

Quale strada prendere

—  

Il discorso comunque va affrontato in un’ottica più ampia. Innanzitutto in termini pratici, a breve termine: sarebbe lesa maestà lasciarlo ricarburare un attimo, magari con un lavoro specifico in settimana, in modo da riaverlo in condizioni migliori? Tomori, nell’ambito di questo ragionamento, sarebbe un’alternativa assolutamente credibile. Poi c’è una valutazione complessiva: il contratto di Alessio scadrà il prossimo anno e occorre che il club scelga una strada chiara. Attualmente lo stipendio è di 3,5 milioni netti e, da quanto filtra dai primi abboccamenti, Raiola ne chiederebbe almeno 5. Insomma, ai piani alti di Elliott serve capire quale strada prendere. Intanto a lui non resta che la strada maestra: dimostrare sul campo di poter tornare ai suoi (alti) livelli in tempi brevi, con spirito costruttivo perché la carriera di un calciatore è fisiologicamente fatta di alti e bassi. E le esultanze polemiche contro le critiche, come successe dopo il gol alla Fiorentina, non servono a granché. Soprattutto con una fascia al braccio.


Source link

About Bourbiza Mohamed

Check Also

Festival di Sanremo, intervista ad Amadeus: ‘Ibra è un supereroe, io mi sento Conte. La mia Inter è perfetta’

Il presentatore: “Avere Zlatan a Sanremo sembrava una follia, mi ha sorpreso. Fiorello è un …

Rispondi