Serie A, la moviola della ventitreesima giornata

Milan-Inter scorre senza episodi particolari ed è ben gestita dall’arbitro, in Parma-Udinese si poteva assegnare un rigore per parte

La moviola delle partite domenicali della ventitreesima giornata di Serie A:

MILAN-INTER

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Doveri governa in tranquillità il derby, anche perché non ci sono episodi molto rilevanti. Il fischietto della sezione di Roma 1 usa un metro molto largo, quasi all’inglese, come si diceva un tempo, ma con coerenza, limitando gli interventi (vedi Hakimi su Theo Hernandez nel primo tempo o Bastoni su Saelemaekers a inizio ripresa). Ibra protesta al 26’ per una presunta trattenuta di Skriniar in area: contatto mai da rigore. A fine primo tempo, Rebic stende Hakimi andando direttamente sull’uomo: Doveri fischia, ma non estrae un giallo che pareva starci. Corrette invece le altre ammonizioni: Kjaer su Lautaro al 12’, Hakimi su Theo Hernandez al 22’ e Saelemaekers per proteste al 54’.

PARMA-UDINESE

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Un pranzo un po’ indigesto quello di Parma-Udinese, diretta da Irrati, Quello che resta uno degli uomini di punta di Rizzoli, in particolare nel ruolo di Var, è vittima di una giornata sconclusionata. Alla fine la partita ed il suo risultato non risentono più di tanto dei suoi errori, che però ci sono. Verrebbe da prendere in prestito il GialloParma di Bevilacqua vista la pioggia di ammonizioni: saranno undici, più uno alla panchina dei friulani e non tutti convincono, a partire dal primo, dopo appena 9’, a Brugman che da terra è trovato colpevole di un mani di rimbalzo. Ma al di là del giallo ci sono due episodi da potenziali calci di rigore sui quali Irrati nega un penalty a ciascuna delle due squadre. Ed in entrambi i casi si tratta di decisioni che non convincono: nella prima, al 15’, Walace sembra andare intenzionalmente con una spallata su Karamoh che va sulla palla. Nel secondo, stessa area a parti invertite, al 86’ Conti sembra colpire Ouwejan che gli ruba il tempo. In entrambi casi Irrati, pienamente in controllo dell’azione, valuta e ‘spegne’ il Var che lascia la sua decisione. Tutto questo al netto del giusto rigore assegnato al Parma per un fallo netto di Becao su Mihaila e del gol annullato, giustamente, prima dal primo assistente e poi dal check del Var Piccinini per la palla uscita prima del centro di Ouwejan al 75’.

ATALANTA-NAPOLI

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In Atalanta-Napoli Di Bello non sanziona al 17’ il contatto Mario Rui-Pessina in area campana. Il portoghese tocca il centrocampista nerazzurro sul ginocchio, ci stava il rigore per i padroni di casa e il cartellino giallo al difensore del Napoli. Perché il Var Fabbri non interviene? Di Bello è in controllo dell’azione, non si tratta di un “serious missed incident” e da protocollo l’intensità del contatto, che c’è ma non è clamoroso, è valutabile dall’arbitro in campo. Nove minuti dopo, espulso Gasperini, che protesta ancora per il penalty non fischiato e lascia il campo urlando: “Era un rigore grosso come una casa, non ho detto nulla, voglio vedere cosa scrivi sul referto”. Corretti i cartellini gialli a Di Lorenzo e Djimsiti, convince meno il fallo che precede quello a Gosens: il tedesco protesta all’86’ dopo un fischio (fiscale) per un tackle su Di Lorenzo e Di Bello lo ammonisce. Si poteva evitare.

BENEVENTO-ROMA

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Direzione in crescendo per Pairetto: non è sbagliato il primo giallo a Glik per il blocco al 45’ su Mkhitaryan, è puntuale il secondo per l’entrata dura sullo stesso avversario. Al 95’ vede il rigore per la Roma (che c’è) quando Foulon colpisce El Shaarawy, ma il Var rileva il fuorigioco di Pellegrini che riavvolge il nastro.


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