Cagliari, Semplici: “Non credo nelle rivoluzioni, valuto Nandez quinto”

Il presidente Giulini sul cambio in panchina: “Abbiamo cercato la scintilla fino all’ultimo ma ho visto troppa negatività nelle ultime 4 partite”. Sul nuovo tecnico: “Ha mostrato subito fame e voglia di mettersi in gioco”

Quindici finali per un’impresa. Leonardo Semplici, nuovo allenatore del Cagliari al posto dell’esonerato Eusebio Di Francesco, ha già fissato l’obiettivo ai suoi ragazzi nei primi due allenamenti con i rossoblù. “Non chiamatemi normalizzatore – avverte il tecnico toscano – ma voglio dare la mia impronta di mentalità e di forza a una rosa che ha dei valori importanti”. Il ferro caldo da battere per l’ex Spal è quello della testa dei suoi: “Ho visto un gruppo abbattuto moralmente, ma se ho accettato questa sfida è perché credo fortemente alla salvezza. Il Cagliari non ha rispettato le aspettative iniziali ma ha una squadra che può lottare per altri traguardi”.

Scelte

—  

Unità, cattiveria e voglia di lottare. Le tre parole chiave di Semplici che però non vuole stravolgere le idee tattiche viste nelle ultime settimane con Di Francesco in panchina: “Come modulo continueremo sulla falsariga dell’ultimo 3-4-1-2. Ci saranno le mie idee ma non credo alle rivoluzioni, non penso che il posizionamento di un singolo giocatore possa cambiare il risultato finale. Sto valutando Nandez da quinto, lui che può ricoprire più ruoli, ma sono ragionamenti che si legano a un equilibrio da trovare nelle due fasi”. Semplici che, durante la conferenza di presentazione con il presidente Tommaso Giulini e il nuovo direttore sportivo Stefano Capozucca, è tornato anche sulla sua precedente esperienza in Sardegna come giocatore in Serie C2 nel Sorso: “Ho conosciuto una terra che mi ha fatto innamorare e infatti giro l’isola ormai da tanti anni d’estate”.

Giulini

—  

Una scelta, quella del cambio in panchina, necessaria ma in parte anche dolorosa quella presa dal patron rossoblù Giulini: “Quella con Di Francesco è una storia girata male, non tutti gli amori diventano matrimoni. Abbiamo avuto un po’ di testardaggine cercando fino all’ultimo la scintilla perché speravamo ed eravamo convinti che tutto potesse cambiare. Ma non si può sbattere sempre contro un muro”. La scelta di Semplici è arrivata dopo una chiacchierata, un colloquio che ha mostrato la voglia del tecnico toscano alla dirigenza rossoblù e che ha tolto ogni dubbio su altre eventuali figure: “Abbiamo scelto Semplici per la fame che ci ha subito mostrato. Abbiamo sondato anche altri profili ma del tecnico ci ha colpito la sua voglia di mettersi in gioco”. Un cambio in panchina che arriva però dopo il rinnovo di qualche settimana fa a Di Francesco: “Ho cambiato idea rispetto a Genova perché ho visto un alone di negatività nelle ultime 4 partite, a un certo punto per svoltare bisogna provarci in tutti i modi e quindi andava fatta una scelta diversa”. Da Maran a Semplici, passando per Zenga e Di Fra. Quattro allenatori in un anno, ma per Giulini la crisi del Cagliari ha un unico filo conduttore: “Credo che questa squadra, che rappresenta un popolo, fa sì che i giocatori quando sono qui sentono il peso della maglia più che da altre parti. Fare bene per tutta la Sardegna, anche quando vai fuori dall’isola, porta i calciatori a vivere una situazione particolare. E quindi nei momenti di difficoltà nella testa dei ragazzi questo aspetto pesa più che da altre parti”.


Source link

About Bourbiza Mohamed

Check Also

Dall’Avellino al Vicenza, per chi tifano le star di Sanremo

Dall’Avellino al Vicenza, per chi tifano le star di Sanremo Le big la fanno da …

Rispondi