«Dove sono i nostri cari?»- Corriere.it

È ripreso martedì mattina il recupero delle bare finite in mare dopo il cedimento si una sezione del cimitero di Camogli. E mentre i familiari dei defunti sono in apprensione per capire se le bare dei loro cari sono crollate giù, purtroppo dai primi rilievi si capisce che probabilmente non tutte le sepolture potranno essere recuperate e i tempi saranno lunghi. Intanto sono una decina le salme già trovate in mare, la metà riconosciute. E la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per frana colposa.

I timori

In mattinata si è svolto il sopralluogo con l’ausilio di droni che Regione Liguria ha messo a disposizione dopo il crollo della falesia. Oltre al rilievo su tutta l’area è stato anche effettuato un sopralluogo via mare con rilievo fotografico. Spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone: «Nella parte alta sono stati evidenziati dei volumi in equilibrio precario su cui insistono alcune cappelle del cimitero e alcuni loculi su cui stiamo ragionando per evitare ulteriori crolli che vanno demoliti in sicurezza. Vi è una parte del cuneo in roccia vicino al belvedere che potrebbe essere interessata da ulteriori distacchi».

Territorio fragile

«Quando hai un’eredità pesante in un territorio fragile come quello ligure e gli eventi atmosferici diventano sempre più penalizzanti e aggressivi — osserva Carlo Civelli, presidente dell’Ordine dei geologi della Liguria — è ovvio che ci troviamo puntualmente a parlare di queste cose. È un discorso quasi banale, ma non mi stanco di ripeterlo: bisogna investire in prevenzione, ma prevenzione supportata da studi puntuali e non fatta a casaccio a seconda di come arrivano i finanziamenti».

23 febbraio 2021 (modifica il 23 febbraio 2021 | 19:11)

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