«Dovete operarvi? Meglio evitare il compleanno del vostro chirurgo»- Corriere.it

Chi deve sottoporsi a un intervento chirurgico potrebbe fare bene a chiedere al medico alcune domande, di primo acchito, bizzarre. Ad esempio quando compirà gli anni, se impugnerà il bisturi con la mano destra o sinistra o quante volte, durante l’anno, lo ha . Almeno a questo sono pervenuti all’Harvard medical school dell’omonima prestigiosa università di Boston, mettendo insieme alcuni studi, svolti per anni, sui fattori che predicono il successo o il fallimento in sala operatoria. Secondo Robert H. Shmerling, professore associato di medicina nell’ateneo del Massachuttes, il successo chirurgico può variare in base alla «mano» del chirurgo. A esempio, in uno studio sulla chirurgia della cataratta, i pazienti più anziani operati da mancini hanno avuto meno complicazioni rispetto a quelli operati da destrimani.

Il «pericolo» del compleanno

In un altro studio invece i ricercatori hanno analizzato i dati di sopravvivenza di quasi un milione di operazioni di emergenza eseguite da più di 47mila chirurghi negli Stati Uniti tra il 2011 e il 2014 a pazienti che avevano compiuto almeno 65 anni. Ebbene hanno scoperto che più operati sono morti entro un mese dall’intervento quando sono finiti sotto i ferri nel giorno del compleanno del chirurgo (6,9%) rispetto agli altri giorni dell’anno (5,6%). «La differenza è statisticamente significativa e non sembra essere dovuta a una spiegazione alternativa che i ricercatori potevano identificare, a esempio se le date dell’intervento siano state spostate un po’ prima o dopo il compleanno del chirurgo — spiega il professor Robert H. Shmerling — ma un piccolo numero di chirurghi potrebbe aver avuto tassi di complicanze elevati che potrebbero alterare i risultati a seconda delle variazioni nella complessità, frequenza o tipo di chirurgia. I medici potrebbero aver deliberatamente evitato di eseguire un intervento chirurgico il giorno del loro compleanno magari quando compivano una certa età come 60 anni o cadevano in un fine settimana». Per ridurre o eliminare il possibile impatto di ciascuna di queste potenziali spiegazioni sono stati applicati dei metodi statistici. «È interessante notare che non è stato trovato alcun effetto del compleanno del chirurgo per gli interventi chirurgici programmati (non di emergenza) ed è giusto chiedersi se esiste una spiegazione plausibile», continua Shmerling. Scorrendo lo studio, gli autori suggeriscono che «i chirurghi potrebbero essere distratti dagli eventi della vita». Parole che, però, non devono essere fraintese perché non significa che fossero concentrati o abbiano affrettato l’intervento per tornare a casa prima per iniziare a festeggiare: la motivazione infatti non è stata indagata dai ricercatori.


Il parere del professor Volpi

«L’articolo è bizzarro — dice il professor Piero Volpi, responsabile dell’unità operativa ortopedia del ginocchio e traumatologia dello sport dell’Humanitas di Milano e responsabile del settore medico dell’Inter — ma sono d’accordo nella parte in cui spiega come nelle strutture in cui siano alti i volumi di operazioni per sostituzione di anca e ginocchio c’è una probabilità inferiore di errori da parte dei chirurghi».

Gli altri risultati «controversi»

Secondo quanto pubblicato dall’ateneo statunitense, sono stati indagati altri fattori meno ovvi da considerare nella programmazione degli interventi chirurgici. A esempio, alcuni ricercatori hanno esaminato se gli esiti sono peggiori negli ospedali universitari a luglio, quando fanno il loro ingresso i nuovi tirocinanti medici e chirurgici. A esempio è stato analizzato un fenomeno chiamato «effetto luglio» sugli infarti. I risultati sono stati contrastanti: alcuni studi lo confermano mentre altri sono di parere diametralmente opposto. È stato studiato anche se l’utilizzo di musica in sala operatoria influisca nei risultati sui pazienti. In dettaglio, si è analizzato se era diffusa e se eventualmente si trattasse di genere classico o moderno oppure se era alta o bassa. Anche in questo non si è arrivata a una conclusione univoca.

23 febbraio 2021 (modifica il 23 febbraio 2021 | 15:41)

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