«È il nostro tesoro millenario»- Corriere.it

CURINGA (Catanzaro) – Per usare un parallelismo calcistico si può dire che il platano di Curinga, località del Catanzarese, è un albero da Premier League. Maestoso, imponente con i suoi 31 metri di altezza e 14,75 di circonferenza e mille anni di storia, questo esemplare ha vinto il concorso Albero italiano 2020 ed è stato selezionato, con altre piante europee, a prendere parte al concorso organizzato dalla Environmental Partnership Association (Epa) che ogni anno promuove una ricerca per trovare l’albero più interessante d’Europa.

All’Eremo di Sant’Elia Vecchio

Il Platano di Curinga è stato importato in Italia dall’Armenia da un monaco basiliano che era venuto in Calabria per trascorrere la sua vita monastica all’Eremo di Sant’Elia Vecchio, i cui ruderi si trovano a poche centinaia di metri dal platano. La sua notorietà, in questi ultimi anni, ha fatto si che anche l’ambasciata armena in Italia seguisse con attenzione le attività che ruotano attorno a questo esemplare diventato meta di escursionisti e tema di studio per molti ambientalisti.

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La leggenda

L’albero sino a cento anni fa ha vissuto in maniera anonima, in un proprietà privata del piccolo centro del Catanzarese. Era difficile anche individuarlo e arrivarci immerso com’era nel bosco di pino nero e rovi. Grazie alla sensibilità della gente del luogo negli ultimi vent‘anni questo esemplare è stato riscoperto e tutelato. «Nel 2018, dopo essere stato eletto sindaco, ho voluto rendere fruibile l’area circostante il platano e ho costruito un sentiero attrezzato per le escursioni», dice il sindaco Vincenzo Serrao. La leggenda narra che il platano nel corso dei suoi mille anni ha ospitato, al suo interno pastori, greggi, briganti, che hanno trovato rifugio nel suo incavo, per fuggire dalle intemperie e ai soldati.

Il voto

In Calabria e in Italia in questi giorni, si stanno mobilitando tantissime associazioni ambientaliste e anche tanta gente comune per mandare in finale questo esemplare che rappresenta un’unicità in Europa e potrebbe diventare un’occasione turistica per il futuro. Per votare c’è tempo sino al 28 febbraio (questo il link). Il platano di Curinga ha concorrenti molti autorevoli: il belga Sopravvisssuto a quattro tronchi, Il Vecchio gelso (Bulgaria), Il melo vicino a Lidman (Repubblica Ceca), la pioppa Pouplie (Francia), il residente più anziano di Medulin-Albero di cioccolato dei nostri ricordi (Croazia), l’albero di Giuda della chiesa di Melykut (Ungheria), l’albero Madre (Paesi Bassi), il tiglio di San Giovanni Nepomiceno (Polonia), il platano del Rossio (Portogallo), l’antico sicomoro (Federazione Russa), la vecchia quercia di Drnava (Slovacchia), la Millenaria Carrasca di Lecina (Spagna) e l’albero dei sopravvissuti (Regno Unito).

In buone condizioni

Per garantire che non ci siano brogli nelle votazioni, il sindaco Serrao ha nominato tre esperti di informatica con il compito di seguire giornalmente il flusso dei voti che arrivano all’Epa. Le condizioni del platano di Curinga in questi anni sono state soddisfacenti. «Non è stato necessario intervenire, né sulla chioma, né nell’apparato radicale, e non c’è stato bisogno di procedere con interventi fitosanitari», spiega il colonnello Spanò del gruppo Carabinieri forestali che ha in tutela, insieme all’agronomo Arcangelo Giampà, l’esemplare “laico”. «La notorietà, comunque, imporrebbe alcuni interventi a salvaguardia del platano», dice ancora il colonnello della Forestale. «Potrebbe essere adottata una recinzione per impedire l’avvicinarsi dei visitatori, un intervento di potatura degli alberi vicini, visto che il platano è una pianta eliofila e ha quindi bisogno di molta luce». Un intervento particolare, poi, è necessario per curare le ferite dovute alle incisioni dei visitatori che spesso intagliano il tronco, scrivendo il loro nome. «È necessario, inoltre, stare attenti alla stabilità e, per questo, stiamo pensando a contestualizzare l’intera area, rendendola idonea visto l’aumento di visitatori dopo l’ondata di clamore suscitata dalla proclamazione del platano di Curinga come Albero italiano 2020».

23 febbraio 2021 (modifica il 23 febbraio 2021 | 15:09)

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