Mihajlovic a Tiki Taka: ‘L’Inter la più accreditata per lo scudetto. E il Bologna con Ibra sarebbe da Europa League’

Il tecnico dei felsinei, nel programma di Chiambretti, è intervenuto su tanti temi: “Festival di Sanremo inopportuno per lo svedese? No, rispetto a tanti anni fa i tempi sono cambiati…”.

Sinisa Mihajlovic è collegato per Tiki Taka dal divano di casa. Risponde col sorriso a tutte le domande di Piero Chiambretti parlando anche della sua autobiografia, “La partita della vita” (ed. Solferino), scritta con Andrea Di Caro. Si comincia dalle punizioni che gli hanno fruttato 28 gol in carriera, 3 in una sola partita. “Non le ho solo fatte eh, ne ho subite anche tante”, dice il tecnico del Bologna prima di dire la sua sul derby di Milano. “Ha vinto l’Inter o ha perso Ibra? Ha vinto l’Inter, più forte. Ibra ha fatto quello che doveva fare. Non ha segnato ma è stato il più pericoloso di tutti”.

Campionato

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Gli chiedono del campionato, se si può considerare chiuso. “Non direi, ma la più accreditata oggi è sicuramente l’Inter”, risponde, prima di sintetizzare con un solo nome la differenza esistente tra il Milan di Pioli e quello allenato da lui: “Ibra”. Con lui, il Bologna oggi sarebbe in Europa League, poi dice la sua anche sul pensiero di Arrigo Sacchi che considera inopportuna la presenza dello svedese al festival di Sanremo (dove andrà anche lui). “Se si allena e fa quello che deve come sempre non vedo dov’è il problema. Non potrei mai andare contro il grande Arrigo, però i tempi sono cambiati rispetto a quando lui allenava. Oggi i calciatori forse hanno meno passione ma sono tutti grandi professionisti”.

Investimenti

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Rivela di aver ricevuto una chiamata di Lotito alla Lazio prima di andare alla Fiorentina (“Non ci mettemmo d’accordo”) e poi parla del Bologna: “Non posso decidere gli investimenti del club, però sono ambizioso e mi farebbe piacere fare qualcosa di più importante”. C’è anche un passaggio su Roberto Mancini (“Se alleno è grazie a lui, è un mio grande amico da tantissimi anni. Siamo stati compagni alla Lazio e poi alla Samp, quando ho smesso ho fatto il secondo con lui all’Inter, non era un ruolo facile con i personaggi che c’erano nello spogliatoio, sicuramente più difficile che fare il capo allenatore in una squadra media. Roberto mi ha insegnato tante cose”), sull’Europeo (“Se lo vince l’Italia? Mica ho la palla di vetro, però senza la Serbia farò il tifo per gli azzurri”), sulla malattia (“Mi ha cambiato la vita, ho capito che nulla è scontato, neppure poter prendere una boccata d’aria, la cosa che mi è mancata di più”), prima di ricordare che il suo pensiero ora è rivolto solo a battere la Lazio di Simone Inzaghi in campionato: “Come si fa? Mi piacerebbe saperlo…”.


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