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Ibra a Sanremo, i tifosi si dividono

Ibra a Sanremo i tifosi si dividono
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La presenza della stella del Milan all’Ariston fa discutere, ma in tanti lo difendono. Da Mihajlovic a Dj Ringo e Gianmarco Tognazzi: “Nessun problema, è un professionista”

Se fosse una canzone, sarebbe già il pezzo vincitore del Festival: Ibra a Sanremo è il tormentone del momento, suona e risuona nella testa dei tifosi milanisti ormai da due mesi e le ultime sconfitte lo hanno riportato in cima alla classifica delle hit. Da ieri, il testo del brano è nero su carta – il programma della settimana sanremese prevede tre giorni di allenamento in Liguria e due a Milanello –, ma è la musica a lasciare perplessi i tifosi: e se il Milan steccasse ancora, tra Stella Rossa e Roma? E se la corsa in campionato si complicasse? Sui social, come spesso accade in questi casi, ci si divide, il k.o. nel derby brucia ancora e i più pessimisti temono nuove flessioni del gruppo: sintetizzando il pensiero dei più arrabbiati, la paura è che con il leader impegnato tra campo e palcoscenico non sarà la stessa cosa. Qualcun altro ha ironizzato: “Lo smart working di Ibrahimovic”.

Riposo oppure…

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La vecchia guardia invece non si schioda da un concetto: Zlatan all’Ariston per quattro serate su cinque, nel bel mezzo della stagione, è una nota stonata. Lo aveva detto Fabio Capello, “la società avrebbe dovuto impedirlo”, lo ha ribadito Arrigo Sacchi alla Gazzetta, “la squadra viene prima del singolo, dovrebbe essere Ibra a declinare facendo un gesto enorme”, e ora anche Silvio Berlusconi ha detto la sua sulla vicenda: “Non posso entrare in queste dinamiche che riguardano le decisioni interne della squadra – le parole dell’ex presidente rossonero e attuale n.1 del Monza –. Evidentemente Ibra aveva bisogno di riposare, perché senza questa eventualità non riuscirei a capire come il Milan possa aver acconsentito a una richiesta di questo genere”. Tradotto: nel mio Milan – del quale peraltro ha fatto parte anche il primo Zlatan rossonero – non sarebbe mai successo.

Questione di brand

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“I tempi sono cambiati – spiega Dj Ringo, tifosissimo rossonero –, quando il Milan ha preso Ibra sapeva di aver ingaggiato un campione ma anche un brand mondiale, un gigante che va oltre il calcio, la società lo ha messo in conto. La sua presenza a Sanremo non sposterà nulla per la squadra, anzi: ultimamente mi è sembrato meno sereno di altre volte, il Festival potrebbe scioglierlo un po’”. Per Gianmarco Tognazzi il caso non esiste: “La professionalità di Ibrahimovic non si può discutere, a Milanello è il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, di che cosa stiamo parlando?”. Vista dalla panchina: “Se Zlatan fa il suo dovere in campo e si allena come un professionista, cosa che certamente farà, nella vita privata è libero di fare quello che vuole”. Lo ha detto Sinisa Mihajlovic: lui Ibra lo marcherà stretto sul palco dell’Ariston per una notte. Sullo show ha garantito, sull’intesa canora meno: “Per fortuna non ci sarà il pubblico…”.



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