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Lega Italia, Lega e Forza Italia si fondono. Il piano clamoroso (e riservato)

Lega Italia Lega e Forza Italia si fondono Il piano
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Più di una suggestione. Una vera e propria ipotesi di lavoro, ovviamente da verificare nei dettagli e soprattutto da costruire nel tempo. Obiettivo le elezioni politiche del 2023, visto che molto probabilmente il governo Draghi arriverà fino al termine della legislatura, magari con un prolungamento di un anno per Sergio Mattarella al Quirinale in modo tale da consentire poi all’ex presidente della Bce, una volta fatta uscire l’Italia dall’emergenza sanitaria ed economica, di diventare Capo dello Stato.

L’ipotesi di lavoro è quella di una federazione prima e di una fusione poi tra la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi, che porti alla nascita di una nuova forza politica conservatrice, moderata, liberale, federalista e di ispirazione cattolica che potrebbe chiamarsmi Lega Italia. Un progetto al quale stanno inziando a parlare in questi primi giorni di governo Draghi esponenti di spicco dei due partiti del Centrodestra.

D’altronde il Carroccio ha ormai abbandonato il verbo sovranista (inteso come totale contrapposizione a Bruxelles) e l’idea di uscire dall’euro per sposare la linea, seppur sempre sovranista, dell’Italia che conta di più ma all’interno dell’Unione europea. Un passaggio che fonti qualificate di Via Bellerio definiscono definitivo e non legato soltanto al particolare momento storico. La strada, su input dell’ex Cavaliere, sarebbe quella dell’ingresso della nuova Lega Italia nel Partito Popolare Europeo per diventarne così la principale componente al Parlamento europeo, superando i tedeschi della Cdu-Csu.

Salvini, come suggeritogli da Giancarlo Giorgetti, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, sa perfettamente che se vuole in futuro andare a Palazzo Chigi da premier non può avere un rapporto conflittuale con Bruxelles. Governare con Draghi serve per sdoganarsi presso le cancellerie del Vecchio Continente, Berlino in testa, mentre l’uscita dall’eurogruppo sovranista di Le Pen e Afd sarebbe il passaggio definitivo.

Il tutto insieme a un cambio radicale di toni su molti temi di stretta attualità, dal contrasto all’immigrazione clandestina alla stessa Europa, che non è più “nemica”, anche se – come ha spiegato Draghi – deve abbandonare per sempre la linea dell’austerità, dei vincoli, dei patti e del famigerato 3%. Anche l’apertura della Lega a una riforma fiscale progressiva, lasciando così l’idea della Flat Tax, rientra in questa strategia.

Dal punto di vista di Forza Italia, Berlusconi ha capito che la strada del ritorno al sistema proporzionale è ormai chiusa e quindi, con il bipolarismo, l’ipotesi di un grande centro magari con Matteo Renzi è tramontata. Nello schema di lavoro, che naturalmente verrà rivisto più e più volte nei prossimi mesi, Salvini potrebbe essere il segretario e potenzialmente il candidato premier mentre per Berlusconi il ruolo sarebbe quello di presidente, padre nobile e consigliere politico.

Lega Italia non nascerebbe in contrapposizione a Fratelli d’Italia ma offrirebbe a Giorgia Meloni, che resterebbe l’unica a presidiare la destra tradizionale, un’alleanza elettorale e politica. All’interno di Lega Italia, infine, potrebbero trovare spazio anche le altre formazioni minori del Centrodestra, da Cambiamo! di Giovanni Toti all’Udc, passando per Noi con l’Italia di Maurizio Lupi fino alle varie liste regionali dei governatori, come quelle di Attilio Fontana in Lombardia e Luca Zaia in Veneto.





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