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Ibra: ‘Ho ‘zlatanizzato’ Pioli. Ronaldo il Fenomeno il migliore’

Ibra Ho ‘zlatanizzato Pioli Ronaldo il Fenomeno il migliore


Lo svedese sui canali Uefa: “Il mister ha dimostrato con il lavoro di essere un grande tecnico. I giovani di oggi giocano cinque minuti e sono considerati campioni: a me non piace”

L’età, Pioli, la pressione, LeBron. E ovviamente il Milan (almeno per stavolta, niente Sanremo…). È un Ibrahimovic a 360 gradi quello che si è raccontato alla Uefa (e anche a Discovery+ Svezia) in un’intervista dove, come sempre, Zlatan parla molto chiaramente. In fondo è per questo che con lui non ci sono vie di mezzo: lo si ama o lo si odia, ma il partito degli innamorati è decisamente superiore a quello dei suoi detrattori.

Sull’età

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“Quando giochi a livelli così alti c’è sempre la stessa pressione a prescindere da chi sei. Se sei qui, sei qui perché lo meriti e sei bravo abbastanza. Non mi interessa se sei giovane o no, non posso pensare al fatto che sei giovane e arriverà il tuo tempo. Quando giochi nel Milan non c’è tempo, devi fare bene adesso. Se io non gioco bene, nel prossimo mercato il Milan comprerà un altro attaccante che giocherà meglio di me, per questo devo giocare bene ed è una cosa che vale per tutti. Tutti dobbiamo essere all’altezza a prescindere da quanti anni abbiamo”.

Sull’allenatore

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“Pioli è molto diverso di me? Sei sicuro? (ride, ndr). Forse l’ho ‘zlatanizzato’. Forse è diventato come me. È arrivato in un Milan dove l’ambiente era difficile. Se siamo dove ci troviamo adesso è grazie a lui e al lavoro che ha svolto. Grazie al modo in cui lavora, alla sua mentalità. Mette tanta pressione alla squadra, pretende molto, anche se è una squadra di giovani. Forse ha più pazienza di me, ma ovviamente è piu maturo e ha più esperienza. È abituato a lavorare sotto pressione ed è stato in situazioni dove ha dovuto lottare per restare in Serie A. Questo ovviamente è diverso da quando devi lottare per vincere, ma allo stesso tempo c’è tanta pressione. In situazioni simili devi dare qualcos’altro rispetto a quello che dai nelle grandi squadre. Pioli è venuto qui e ha dimostrato con il lavoro di essere un grande allenatore. Adesso non c’è piu discussione se sia il più adatto a questo lavoro”.

Sulle nuove generazioni

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“Oggi i calciatori giocano cinque minuti e li vedono subito come grandi giocatori. Sono contento di venire dalla vecchia scuola. I social hanno cambiato tutto, oggi grazie ai social i giocatori sono visti come campioni pur avendo fatto poco. Prima non era così. Prima dovevi realizzare grandi cose, e a lungo, per essere visto come un grande giocatore. Mi piace più la vecchia scuola. All’epoca se eri considerato un grande giocatore, lo eri veramente e per diventarlo dovevi giocare bene e metterti in mostra per molto tempo”.

Su Ronaldo (il Fenomeno)

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“Lo dico sempre a tutti quelli che giocano con me: Ronaldo è il gioco del calcio. Per me quel Ronaldo è il calcio. Il modo in cui si muoveva, il modo in cui faceva i doppi passi, le sue serpentine. Per me è il più grande giocatore della storia, senza dubbio”.

Su LeBron James

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“Quello che fa lui è fenomenale, però non mi piace quando le persone con qualche tipo di ‘status’ parlano di politica. Fai quello in cui sei bravo. Io gioco a calcio perché sono il migliore nel giocare a calcio. Non faccio politica. Se fossi stato un politico, avrei fatto politica. Questo è il primo errore che le persone famose fanno quando si sentono arrivate. Per me meglio tenersi lontano da questi argomenti e fare quello in cui si è bravi, altrimenti rischi di non fare una bella figura”.



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