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Sorteggio Europa League, live ore 13: gli ottavi per Milan e Roma

Sorteggio Europa League live ore 13 gli ottavi per Milan


Alle 13 il sorteggio degli ottavi: United, Arsenal, Tottenham e derby italiano sono da evitare. Meglio il Molde e la Dinamo Zagabria

Adesso è tutti contro tutti. Niente teste di serie, niente vincoli. E due italiane ancora in corsa: Milan e Roma. Possono incrociare il Manchester United tornato grande, oppure i gloriosi (ma un po’ decaduti) Rangers. Possono giocarsi un derby come Tottenham-Arsenal, Shakhtar-Dinamo Kiev o Villarreal-Granada. L’Europa League si fa bella e il sorteggio degli ottavi somiglia un po’ a quello di una Champions. Diciamo una Champions-B con nomi gloriosi quali United, Milan, Tottenham, Roma, Arsenal, Ajax, Shakhtar. Manca il Napoli che ha compromesso l’Europa una settimana fa a Granada: ripensando alla bella lezione tattica impartita al Barcellona l’anno scorso (andata degli ottavi di Champions), un brutto ritorno sulla terra.

PREVISIONI RIBALTATE

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Non solo il Napoli è fuori. Il ritorno dei sedicesimi ha ribaltato diverse previsioni. Sono uscite Leverkusen (contro gli irriducibili Young Boys), Leicester (colpito in casa dallo Slavia Praga). Hoffenheim (k.o. con il Molde) e, nel finale, l’Olympiacos ha eliminato il Psv e la Dinamo Kiev beffato il Bruges. Fuori le due tedesche. Per la verità ha rischiato grosso anche il Milan che, in 180’, non ha prevalso sulla Stella Rossa se non per i gol in trasferta: 2-2 a Belgrado, 1-1 ieri sera con l’acqua alla gola negli ultimi minuti. Solo i precedenti con i serbi autorizzano un sorriso: il Milan li aveva affrontati nel 1988 e nel 2006-07 in due Champions poi finite nell’albo d’oro. Molto meglio la Roma che ha liquidato il Braga con due successi indiscutibili.

CHI PRENDERE

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Il tabellone del sorteggio (oggi alle 13) offre qualche scappatoia interessante, a patto — vedi Milan — di cambiare registro. L’oggetto del desiderio sembra il Molde andato a vincere in casa dell’Hoffenheim. I norvegesi non sono imbattibili. Anche Dinamo Zagabria e Rangers sembrano alla portata. Ci sono rivali peggiori dell’Olympiacos. In una fascia intermedia possiamo collocare Young Boys, Slavia Praga, Dinamo Kiev e lo stesso Granada: chi ha ambizioni di successo non può fermarsi a questi ostacoli. Poi si cambia.

CHI EVITARE

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Discorso diverso per il gruppo delle legittime favorite per valore assoluto, esperienza, abitudine all’Europa. La più forte sembra il Manchester United, semifinalista 2020 e oggi secondo in Premier. Poco sotto, il Tottenham di Mourinho (anche per lui sarebbe derby col Milan), il Villarreal, lo Shakhtar che ha costretto l’Inter a restare fuori dalle coppe, l’Ajax che se l’è giocata con Liverpool e Atalanta in Champions, e l’Arsenal, forse la meno “in” del blocco ma sempre “animale” da Europa. E infine il derby: immaginiamo che né Pioli né Fonseca si augurino un confronto tutto italiano con le inevitabili scorie, anche senza pubblico.

DUE COPPE, POI TRE

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Questa è l’ultima stagione con due coppe. Dalla prossima si torna a un sistema triplice: alla Champions e all’Europa League si aggiunge la Conference League. Torneo più povero, certo, ma che consente ai paesi ormai scomparsi dall’orizzonte di giocarsi almeno una coppa dopo decenni da spettatori. Se il campionato finisse adesso, in Champions andrebbero le prime quattro (Inter, Milan, Juve e Roma); in Europa League la quinta e la sesta (cioè Atalanta, che può anche vincere la Coppa Italia nella finale con la Juve, e Lazio); in Conference il Napoli, 7°, e che dovrebbe però affrontare i soliti playoff estivi. Il campionato è ancora lungo.

SOLDI E SOLDINI

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Mentre la Champions è il vero business, l’Euroleague distribuisce molto meno. Milan e Roma possono considerare oggi nelle casse più di una dozzina di milioni, il Napoli sui dieci circa. Per dare importanza e fascino alle “altre” coppe serviranno sicuramente premi diversi.



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