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Conte: “La politica era asservita a economia, il Covid ha cambiato la storia”

Conte La politica era asservita a economia il Covid ha
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In occasione del suo rientro all’Università degli Studi di Firenze dopo la conclusione dell’aspettativa, il professor Giuseppe Conte, ha tenuto una lezione per gli studenti di Giurisprudenza in diretta video streaming. La lectio magistralis si intitola ‘Tutela della salute e salvaguardia della economia: lezioni dalla pandemia’. “Questa giornata segna il mio ritorno nella comunità accademica fiorentina”. Così, senza mascherina “data la distanza notevole”, l’ex premier ha iniziato la sua lectio nell’aula magna dell’ateneo fiorentino. “E’ una lezione che dedico a tutti gli studenti con l’auspicio che possiate affinare e approfondire i vostri progetti di vita”, ha detto Conte. Conte quindi sembra aver sciolto i dubbi e si appresta a tornare in cattedra all’Università di Firenze. Nel corso del colloquio con il rettore Luigi Dei, secondo quanto si apprende, il professore ordinario di Diritto privato ha dato la sua disponibilità a tenere lezioni, conferenze e seminari nell’ambito dell’offerta didattica già programmata. L’ateneo fiorentino diffonderà a breve un comunicato per precisare i termini degli impegni didattici che si appresta a svolgere Conte.


Il rettore di Firenze, “Grati a Conte per il servizio reso al Paese” 


“Con piacere accogliamo il rientro in Ateneo del professor Giuseppe Conte, dopo una complessa e difficile esperienza al servizio del Paese, per la quale mi sento di esprimere un sincero sentimento di apprezzamento e gratitudine”, ha detto Luigi Dei, rettore dell’Universita’ di Firenze, introducendo la lezione dell’ex presidente del Consiglio per gli studenti della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, dal titolo ‘Tutela della salute e salvaguardia dell’ economia. Lezioni dalla pandemia’. “Lo saluto – ha aggiunto Dei – e gli do il benvenuto, il bentornato, a nome di tutta la comunita’ accademica e mio personale. Lunedi’ prossimo inizieranno le lezioni dei corsi di insegnamento della Scuola di giurisprudenza: possiamo considerare quindi la lezione odierna una sorta di anteprima della ripresa delle attivita’ didattiche. Lo facciamo a distanza, per i motivi che ben conoscete, con l’auspicio che prima possibile si possa tornare all’universita’ che amiamo, quella nelle aule, socializzante e satura di forti interazioni umane”.

 

“L’emergenza che stiamo vivendo è oggettivamente la sfida piu’ severa che il nostro Paese affronta dal secondo dopoguerra ad oggi”, ha esordito così l’ex premier ripercorrendo le varie fasi dell’emergenza sanitaria. “La pandemia sta apportando un profondo sconvolgimento in ogni settore ed ambito, ogni decisione del governo ha assunto i connotati di una scelta tragica. Ogni decisione ha avuto una porta diretta sulla salute dei cittadini e ha comportato scelte sulle vite delle nostre comunità”. Uscendo dall’orizzonte della cronaca – ha sottolineato Conte – ed entrando nella dimensione della storia “saranno possibili bilanci e meditazioni ponderate”, “non intendo entrare in valutazioni di merito sulle decisioni assunte”. “L’Italia si è trovata ad affrontare per prima l’espolosione della pandemia. Il 31 gennaio, all’indomani del primo caso verificatosi a Roma, la coppia di coniugi cinesi” e “le difficoltà di gestione sono apparse subito chiare. L’organizzazione del nostro Ssn è di gestione pressoché esclusiva delle Regioni. La prima alternativa su cui fummo chiamati a decidere – aggiunge – fu se lasciare correre il virus o intervenire con misure restrittive per interrompere la diffusione”.

Conte ha messo in guardia i suoi studenti: “E’ ingannevole il dilemma che prefigura un’alternativa tra tutela della salute e tutela dell’economia”, uno scenario “inverosimile” e “lo abbiamo constatato, era impossibile tutelare economia senza tutelare la salute e i lavoratori”.. C’è sempre stata “una valutazione ponderata” sul “bilanciamento dei diritti” in modo “da individuare un punto di equilibrio con il minor sacrificio possibile degli altri diritti rispetto a quello della salute”, ha precisato Conte ribadendo “che la tutela della salute ha consentito di difendere meglio il sistema produttivo”. L’ex premier torna anche a parlare dello del ‘Dpcm’, uno “strumento agile per imprevedibilità della pandemia” che ha costretto “a intervenire più volte, anche dopo soli pochi giorni”, ecco perché “il ricorso ai Dpcm è stato ispirato dalla necessità di dotarsi di uno strumento particolarmente agile per intervenire nel contrasto alla diffusione del contagio”. 

Durante la lezione, un piccolo presidio di protesta, una ventina di studenti universitari ha esposto uno striscione all’esterno dell’ateneo fiorentino, in piazza San Marco, all’indirizzo del rettore Luigi Dei e dell’ex premier. Lo striscione recita:Dei e Conte i vostri teatrini non garantiscono il diritto allo studio”, firmato “Priorità alla Scuola”. Uno studente ha tenuto un breve comizio, chiedendo la riapertura in presenza dell’università, di fronte a un dispiegamento di operatori televisivi superiore alla quantità di manifestanti. Per il resto, la piazza si è mantenuta pressoché deserta come sempre è il centro di Firenze dall’inizio della pandemia per la mancanza di turisti. 

Conte ha parlato diffusamente della “strategia normativa” per contrastare il Covid, “costruita su tre pilastri”: ‘ordinanze del ministro della Salute’, ‘dichiarazione stato di emergenza nazionale’, ‘l’adozione di decreti legge e Dpcm’. “Non sarebbe stato possibile lasciare l’intera regolamentazione ai solo decreti legge per l’imprevedibilita’ della pandemia e i tempi della conversione del decreto in legge. C’era la necessita’ di uno strumento agile per intervenire prontamente”, ha specificato Conte. “Sullo sfondo” di posizioni che sostenevano “l’incompatibilita’ delle misure restrittive con il quadro dei nostri valori costituzionali”, all’inizio della pandemia in Italia, “sono emerse nel corso del tempo concezioni anarchiche della liberta’, o anche concezioni che di fatto finiscono per attribuire, riconoscere il primato alla ratio economica rispetto alla salvaguardia dei valori della persona”, è uno dei passaggi cruciali di Conte che sottolineerà più volte, nel corso delle lazione, la contrapposizione fra economia e politica. 

Abbiamo il compito di rilanciare il progetto europeo in modo da accrescerne la sostenibilita’. Abbiamo sempre piu’ integrato i nostri sistemi economici, i nostri modelli educativi, trasferendo competenze via via sempre piu’ importanti, dagli stati all’Unione”, ha spiegato Conte. “Abbiamo consentito ai cittadini dei diversi stati membri di poter circolare liberamente nel panorama europeo”, ricorda. “Credo sia importante e strategico coinvolgere i giovani sul futuro dell’Ue, anche alla luce dell’esperienza emergenziale che stiamo vivendo. Di quale europea abbiamo bisogno e come percepiamo noi stessi nel continente europeo? In un mondo globalizzato in cui l’economia sembra aver preso il sopravvento sulla politica e il diritto, dobbiamo essere consapevoli che uno stato nazionale ove ripiegato su se stesso non puo’ rispondere alle sfide piu’ complesse”, aggiunge. “Questa crisi offre l’opportunita’ per riprogettare il futuro del’Europa Unita e invertire il progressivo distacco tra governanti e govenati”. 





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