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Lega, mossa anti Giorgetti-Zaia. Rivincita di Salvini. Caos in Veneto

Lega Salvini e la svolta La riunione storica e la
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Matteo Salvini 1 – duo Giancarlo Giorgetti-Luca Zaia 1. Palla al centro. E’ la lettura che danno all’interno della Lega dopo la nomina dei nove sottosegretari del Carroccio nel governo di “alto profilo” presieduto da Mario Draghi. Tranne Nicola Molteni all’Interno, già sottosegretario al Viminale con Salvini, canturino considerato in mezzo tra il segretario e il ministro dello Sviluppo economico e il Governatore veneto, gli altri otto componenti leghisti della squadra del sottogoverno sono tutti salviniani doc. Non solo, l’assenza di rappresentanti veneti nella squadra di sottosegretari ha creato molti malumori nella Liga (il nome con il quale da sempre si chiama la Lega in Veneto), dove, considerando le percentuali record del Carroccio nella Regione di Zaia, considerano la presenza della sola ministra senza portafoglio Erika Stefani (alle Disabilità) troppo poco.

Lucia Borgonzoni sottosegretario ai Beni e alle attività Culturali, torna al governo dove era stata durante il Conte 1. Senatrice della Lega, è la responsabile del dipartimento Cultura della Lega ed ex candidata del Carroccio in Emilia Romagna.

Gian Marco Centinaio sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, torna al ministero di cui è stato titolare, quando era accorpato anche con il turismo, ora in mano a un altro leghista, Massimo Garavaglia. A guidare l’agricoltura è il Cinque Stelle, Stefano Patuanelli. Centinaio viene considerato in Via Bellerio un fedelissimo del segretario.

Claudio Durigon sottosegretario al ministero dell’Economia, torna al governo, dove è già stato nel Conte 1. Il deputato pontino della Lega fu già sottosegretario, fino al 2019, al ministero del Lavoro, ‘firmando’ quota 100 e anche il reddito di cittadinanza. Altro salviniano doc.

Vannia Gava sottosegretario all’Ambiente, entra nel nuovo super ministero per la transizione ambientale, con a capo il ministro Roberto Cingolani. La Gava è la responsabile ambiente della Lega, già nei panni di sottosegretaria nello stesso ministero nel Conte 1.

Anche quello di Nicola Molteni, deputato vicinissimo a Salvini ma con ottimi rapporti anche con Giorgetti, è un ritorno al Viminale. Il responsabile del dipartimento sicurezza della Lega, sottosegretario agli Interni nel Conte 1, lavorerà la ministra Lamorgese ad attenderlo, che ha contribuito a smontare i decreti Salvini, di cui proprio Molteni è stato uno dei più strenui difensori, specialmente per le misure di contrasto ai flussi migratori.

Alessandro Morelli è il più salviniano di tutti. Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti (ministro Enrico Giovannini), è stato il nome a sorpresa della lista leghista, arrivato in pole nelle ultime ore e, dicono, voluto espressamente dal segretario. Deputato milanese, già presidente della Commissione Trasporti e infrastrutture della Camera. Anche lui è responsabile di un dipartimento nella Lega: Editoria e innovazione tecnologica.

Tiziana Nisini sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali troverà nel suo dicastero il ministro Andrea Orlando. La Nisini, leghista toscana, è al primo incarico di governo. Anche Stefania Pucciarelli, senatrice di Sarzana, alla prima legislatura, nominata sottosegretario alla Difesa, dovrà dialogare con un dem, Lorenzo Guerini. Infine Rossano Sasso, neo sottosegretario all’Istruzione, deputato barese, proveniente dall’Ugl. Tutti e tre sono considerati salviniani doc nella geografia del Carroccio.

Insomma, se con i ministri (Giorgetti, Garavaglia e Stefani) Salvini era uscito sconfitto, con i sottosegretari il leader si è preso una bella rivincita. E infatti l’esclusione del ligure Edoardo Rixi, che sarebbe dovuto andare alle Infrastrutture e ai Trasporti dove invece è stato promesso Morelli, viene proprio letta come una mossa per arginare il duo Giorgetti-Zaia da parte di Salvini.





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