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Mbaye-Sansone: la Lazio va k.o. anche a Bologna

Mbaye Sansone la Lazio va ko anche a Bologna
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Dopo la sconfitta in Champions contro il Bayern, si ferma pure in campionato. Immobile si fa parare un rigore sullo 0-0. La squadra di Mihajlovic non sbaglia nulla

Il Bologna non è il Bayern e la Lazio non è più la Lazio. Finisce 2-0 ed è evidente che l’ubriacatura patita coi bavaresi non è ancora passata alla banda di Inzaghi. Vero che ci si è messo il set-point fallito su rigore da Immobile (minuto 17), ma è altrettanto vero che i biancocelesti hanno sì creato qualcosa ma mai che potesse mettere in ginocchio un Bologna perfetto, nella pressione e nelle giocate, nella conduzione e nella finalizzazione arrivata da Mbaye e da Sansone. Così, la Lazio rischia di essere superata dall’Atalanta e il Bologna di Sinisa fa un notevole passo in avanti verso la salvezza.

BELLISSIMO

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La Lazio arriva da sette partite vinte nelle ultime otto ritrovando l’arbitro Giacomelli tre anni dopo un caos (su Immobile) all’Olimpico: in quel dicembre 2017 si giocò Lazio-Torino, finì 1-3 e quei granata erano allenati da Sinisa Mihajlovic. Il tecnico del Bologna si gioca la partita senza Tomiyasu ed è costretto a mettere De Silvestri a destra e Mbaye a sinistra. La sorpresa è Orsolini dall’inizio dopo una settimana, o quasi, a provare Skov Olsen fra i titolari. In mezzo, il Bologna mette ancora il duo dinamico (Svanberg-Dominguez) mentre la Lazio si apparecchia sul campo in versione quasi-Champions, con centrocampo e attacco perfettamente allineati al passato e con, dietro, Acerbi come centro-sinistra della difesa a tre completata da Patric e Hoedt. Dopo due tentativi di Milinkovic-Savic (punizione al 10’) e Svanberg (palla in movimento al 12’), Bologna e Lazio cominciano a entrare davvero in partita. Il protagonista è Correa che si prende un rigore (tocco ingenuo di Dominguez appena dentro l’area) che poi Immobile si fa parare da Skorupski al minuto 17. L’esaltazione da pericolo sventato porta il Bologna a macinare con ancor maggiore pulizia di manovra fino ad arrivare, 2’ dopo il penalty sbagliato, al vantaggio: azione che parte da De Silvestri, tiro al volo di Orsolini che Reina non trattiene, Lazzari non copre Mbaye che infila l’1-0. Bologna, insomma, che in 2’ minuti passa dalle porte dell’inferno al momentaneo paradiso del vantaggio. Tutto questo è antipasto di un primo tempo bello, giocato, aperto, che mischia errori e giocate e conclusioni. Per dire. Dal vantaggio del Bologna in poi, la porta di Skorupski è cercata da Lazzari, Correa, Marusic; quella di Reina da Barrow, Sorianio e Dominguez. Gran bel primo tempo, quando va detto va detto.

SPIETATI

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Nella ripresa ti aspetti la reazione della Lazio, anche dai cambi di Inzaghi che prima infila Lulic, poi mette Muriqi, e Pereira e alla fine Caicedo creando un 3-2-5, ovvero il suo modulo rovesciato e alla ricerca del pari. Solo che il Bologna non sbaglia nulla di nulla, Mihajlovic urla la pressione e ogni pallone è come se fosse – per il Bologna – quello della vita. La Lazio arriva da Skorupski con Immobile, Muriqi, Marusic (altra paratona del polacco al 43’ s.t. con palla risucchiata dalla porta) ma il Bologna era già scappato: perché il 2-0 era scattato al 19’, azione con dentro Barrow, Orsolini, Soriano, assist di Barrow e colpo spettacolare in mezzo all’area di Sansone. Morale: Sinisa cambia gli uomini per dare fiato alla pressione, Inzaghi saltella lungo la panchina e non vede la sua Lazio feroce. La solita Lazio perforante. Il Bayern ha lasciato strascichi. Il rigore sbagliato da Immobile ha acuito l’ubriacatura laziale nella quale il Bologna si è infilato in maniera spietata.



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