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‘Questi 180′ diranno chi siamo’: dopo le big, test ‘piccole’ per l’Inter

Questi 180 diranno chi siamo dopo le big test piccole
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Sei punti tra Lazio e Milan, ora per l’Inter ci sono Genoa e Parma sulla strada per lo scudetto. E c’è una statistica da migliorare…

“Psicologicamente temo tantissimo Genoa e Parma: i ragazzi lo sanno, giocheremo 180’ fondamentali”. Così parlò Antonio Conte pochi minuti dopo la vittoria nel derby, con l’adrenalina del successo ancora fresca in corpo. Sangue freddo, mente lucida, consapevolezza di cosa ci vuole per arrivare in fondo. Il tecnico lo sa, la sua storia vincente nei campionati è lì a dimostrarlo. In una corsa a tappe ci sono tratte più decisive di altre, ma il rischio di un passaggio a vuoto è sempre dietro l’angolo. Soprattutto dopo sei punti conquistati contro Lazio e Milan.

Prossimi impegni

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Non è un caso che Conte abbia toccato questo tasto, proprio quando era lecito godersi i tre punti contro i rossoneri. “Il focus è sulle prossime due, che ci diranno molto su ciò che vorremo fare da grandi”. Per arrivare in fondo per davvero, la sbornia di un tris nel derby e di un +4 in classifica deve passare molto in fretta. Anche perché il Genoa non ha mai perso nelle ultime sette partite di campionato, pareggiando contro Atalanta e Verona e vincendo con il Napoli. Poi il Parma, impegnato in un disperato tentativo di rincorsa per rimanere in Serie A ma capace di fermare i nerazzurri nel match di andata.

Contro le medio-piccole

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L’Inter ha dimostrato di essere grande contro le grandi, un segnale di forza per mettere le mani sul campionato: le vittorie recenti contro Juventus, Lazio e Milan sono un bel bottino per gli uomini di Conte. Con il tecnico in panchina, in questo anno e mezzo, i nerazzurri hanno giocato venti partite contro le big (oltre alle tre già citate, si contano Roma, Napoli e Atalanta) vincendone esattamente la metà, dieci. Percentuale di vittorie del 50% spaccato, con sei pareggi e quattro sconfitte a completare il quadro. Contro tutte le altre, gli incroci con Conte alla guida sono stati 41, con il 73,2% delle partite vinte (trenta in totale). Nove i pareggi e due le sconfitte, di cui una in questa stagione contro la Sampdoria. C’è una statistica però interessante da tenere in considerazione: se sui gol segnati l’Inter è più prolifica contro le medio-piccole (2,56 a partita contro 1,65 con le big), su quelli subiti il discorso cambia. Nulla di astronomico, ma il dato è da tenere in considerazione: 0,95 reti incassate contro le big in questo anno e mezzo, 1 esatto contro tutte le altre.

Tattica e psicologia

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Numeri a parte, l’Inter ha dimostrato di saper punire squadre più propositive e che aggrediscono in avanti. Le vittorie contro Lazio e Milan sono esemplificative da questo punto di vista. Conte sa che quelle contro Genoa e Parma saranno due partite diverse dalle ultime, ha fin da subito messo in guardia i suoi. Anche perché, oltre alla sconfitta contro la Samp già citata, l’ultima partita senza vittoria in questo campionato è stata contro l’Udinese. Un match in cui i nerazzurri non sono riusciti a scardinare i friulani, che alla lunga hanno anche allentano la pressione degli avversari. Il pimpante Genoa di Ballardini e il disperato Parma di D’Aversa possono essere due spine sia tattiche che psicologiche, con l’Inter chiamata a proteggere il vantaggio in classifica acquisito nel derby. Nei due match d’andata, i nerazzurri vinsero a fatica a Marassi con i gol di Lukaku e D’Ambrosio e furono fermati in casa dagli emiliani, con il gol di Perisic nel finale a evitare una sconfitta rumorosa. Gli allenatori erano Maran e Liverani, l’Inter non aveva ancora trovato la quadra: il mondo si è capovolto da allora. Ma da questi due match si avranno risposte importanti: i nerazzurri non possono abbassare la guardia, Conte lo sa bene.



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