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Covid 19, parte la sfida globale per un accesso equo al vaccino

Covid 19 parte la sfida globale per un accesso equo
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“Il meccanismo guidato da Covax – conclude Iacomini – ha mosso il suo primo piccolo passo in Ghana ma ulteriori consegne dovrebbero arrivare a brevissimo in Costa d’Avorio e presto in altri Paesi africani, come il Ruanda, il Sudafrica, la Tunisia. Sono in tutto 18, insieme ad altri paesi non africani come il Bhutan, la Bolivia, il Perù, che riceveranno le prime 1,2 milioni di dosi Pfizer”.

Il 3 febbraio 2021 è stata pubblicata la prima previsione di distribuzione provvisoria di Covax. I primi 18 paesi che riceveranno le iniziali 1,2 milioni di dosi di vaccini Pfizer Biontech nell’ambito della Covax Facility saranno: Bhutan, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Capo Verde, Colombia, El Salvador, Georgia, Maldive, Moldavia, Mongolia, Perù, Filippine, Corea del Sud, Ruanda, Sudafrica, Tunisia, Ucraina e Cisgiordania e Gaza.

Pfizer: approccio flessibile e 11 licenze per i terzisti nell’Ue

Pfizer e Biontech hanno siglato a gennaio un accordo con Covax per una prima fornitura di 40 milioni di dosi di vaccino da consegnare entro il 2021. Con la possibilità di accordi aggiuntivi. “Sosteniamo tutti gli sforzi volti a fornire ai paesi in via di sviluppo – fa sapere la casa madre di New York – lo stesso accesso ai vaccini del resto del mondo. Pfizer riconosce le sfide che l’instabilità dei sistemi o delle infrastrutture sanitarie può presentare nella lotta a questa pandemia. Oltre alla fornitura di vaccini, stiamo fornendo la nostra esperienza e risorse per nuovi approcci che possono aiutare a rafforzare i sistemi sanitari dove potrebbe essere necessario un maggiore supporto”. Sul fronte dei prezzi, nessun regalo, ma un approccio flessibile. “I paesi variano in termini di forza delle loro economie – continua Pfizer – stabilità dei loro sistemi sanitari e delle infrastrutture disponibili per proteggere e prendersi cura della popolazione. Dobbiamo esaminare le esigenze di ogni paese e adattare il nostro approccio a ciascuno di essi, collaborando con governi e partner per sostenere un accesso equo per coloro che ne hanno bisogno. In tutti gli accordi, stiamo implementando una struttura dei prezzi per i paesi a reddito alto, medio e basso o medio-basso. I paesi ad alto e medio reddito pagheranno più dei paesi a basso reddito, ma a un valore notevolmente scontato rispetto ai nostri normali parametri di riferimento durante la pandemia. I paesi a basso e medio-basso reddito pagheranno un prezzo senza scopo di lucro”.

E sulla possibilità di siglare accordi per consentire ad altre industrie di produrre il vaccino e incrementare così le dosi a disposizione, Pfizer “sta aggiungendo ulteriori fornitori e produttori a contratto per aumentare la capacità di produzione totale. È un dato di fatto, la nostra rete di produzione europea si è continuamente ampliata: da tre partner nel dicembre 2020, quando abbiamo ricevuto le nostre prime autorizzazioni, a 11 attualmente (inclusa BioNTech Marburg). Stiamo rafforzando ulteriormente questa rete e ora stiamo discutendo con altri partner qualificati su potenziali nuovi accordi”.

Da AstraZeneca 170 milioni di dosi

Un altro recentissimo accordo di fornitura, prevede che l’Unicef, insieme ai partner per l’approvvigionamento, tra cui la Pan-American Health Organization (Paho), avrà accesso a una quantità di vaccini fino a 170 milioni di dosi per circa 85 paesi. È il terzo accordo di questo tipo, dopo quelli precedentemente annunciati con Pfizer e il Serum Institute of India. Le consegne del vaccino sono programmate per iniziare nel primo trimestre del 2021, in linea con il quadro di assegnazione Covax, che considera diversi fattori tra cui la prontezza dei paesi, le autorizzazioni normative nazionali e le disposizioni contrattuali completate.



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