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“Solitudine ha spinto app, chat e social”

Solitudine ha spinto app chat e social
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E’ stata la solitudine il grande motore dei comportamenti degli italiani verso Internet, le piattaforme social, le nuove tecnologie nel 2020 segnato dal Coronavirus. “E’ stato un anno di passaggio, che ha indirizzato scelte e comportamenti verso tutto quel che non implica contatti diretti”, dice all’Adnkronos Raffaella Saso, vicedirettrice dell’Eurispes. “I ragazzi erano già molto digitalizzati e per gli altri si è rotto il soffitto: le generazioni più mature hanno iniziato a usare diffusamente le app per farsi recapitare i pasti, la spesa, fare shopping, ma a dilagare sono state quelle per comunicare, dalle videochiamate ai social, hanno iniziato a usarle comunemente le persone oltre i 65 anni. Gli italiani hanno dovuto fare una scelta durante il primo, grande lockdown – sottolinea Saso -, subire la solitudine oppure contrastarla con i mezzi offerti dalla tecnologia”.


Posto che “nel 2020, come riporta il Report Digital di We are social – Hootsuite, hanno sfiorato i 50 milioni le persone online in Italia, con 35 milioni sui canali social, dati entrambi in crescita sul 2019”, e che “l’81%, contro il precedente 74%, degli utenti di Internet ha un ruolo attivo sui social media”, la “classifica delle piattaforme preferite dagli italiani nel 2020 è sostanzialmente in linea con quella del 2019: in testa YouTube con l’88% e le app della ‘famiglia’ di Facebook” ovvero WhatsApp (83%), Facebook (80%), Instagram (64%) e Fb Messenger (57%).

Fra queste, non a caso, “Instagram quella che cresce di più, dal 55% al 64%”. Seguono, sempre nel report di We are social e Hootsuite, Twitter (34%), Linkedin (31%), Pinterest (29%), Skype (26%), Snapchat (16%), Tumblr (14%), Twitch (14%), Wechat (13%), Reddit (12%), TikTok (11%) e Viber (10%). Le quote sono ovviamente in sovrapposizione. “Praticamente tutte in crescita – osserva Saso – nell’ambito di un boom complessivo”. A conferma il fatto che le prime cinque categorie di app nelle preferenze degli italiani sono, in quest’ordine, quelle di chat, social, intrattenimento o video, giochi e shopping.

Le tendenze in atto, per la vicedirettrice dell’Eurispes, sono destinate a permanere e consolidarsi fin quando vi sarà una reale ‘uscita’ dalla pandemia o la sensazione anche fallace che questa sia avvenuta, in quel momento scatterà una ‘molla’ compressa per mesi: “Quello che è pesato, che pesa di più è la distanza, la mancanza di contatti diretti: oltre il 70% degli italiani, secondo le nostre rilevazioni, ha sofferto la lontananza da amici e parenti, pur lenita dagli strumenti tecnologici. ‘Desiderati’ non solo amici e parenti, i lavoratori in smart working ci hanno detto di aver sofferto il non poter vedere quotidianamente i colleghi”.

“Per gli italiani – conclude Saso – la dimensione sociale, pur in un contesto di individualismo occidentale, è ancora molto importante. Al termine, vero o presunto, della pandemia questo sarà il principale bisogno da soddisfare. Lo abbiamo visto la scorsa estate: un semplice allentamento delle misure, accompagnato oltretutto da moniti e avvertimenti, è stato immediatamente seguito da comportamenti tutti dettati dalla necessità di incontro, dalla necessità dell’altro, dalla necessità di contatto fisico”, pur a dispetto della raqionevolezza.





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