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Verona-Juve, da Ronaldo solo alle assenze, cosa non ha funzionato per Pirlo

Verona Juve da Ronaldo solo alle assenze cosa non ha funzionato
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Con il Verona la squadra di Pirlo non ha saputo sfruttare la capacità di aver messo la partita sui giusti binari con il vantaggio, crollando nella ultima mezzora

La Juve era anche riuscita a mettere la partita sui binari giusti con il gol a bruciapelo di Cristiano Ronaldo a inizio secondo tempo. Eppure non è riuscita a portare a casa il successo a Verona: perché non ha saputo supportare Ronaldo come serviva, ha pagato le assenze in difesa sul gol subìto e le ha pagate anche nella mancanza di ricambi quando più ne avrebbe avuto bisogno e invece è venuto fuori il Verona.

Ronaldo troppo solo

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Un pallone buono, buonissimo, e un gol. Cristiano Ronaldo ha timbrato un’altra volta il cartellino, capocannoniere al 19° gol in 20 gare giocate. Ma davanti la Juve si è fermata lì. Non solo in termini di altri giocatori pericolosi: tolti i primi 5 minuti, l’unica altra palla gol ce l’ha avuta tra i piedi per il raddoppio Ramsey attorno al quarto d’ora del secondo tempo. Ma Ronaldo è troppo solo anche nel senso di poco cercato, o meglio poco trovato, da una squadra che non ha riferimenti davanti senza Morata, non ha riferimenti neanche in mezzo in termini di costruzione di gioco di un certo tipo (leggi Arthur), a Verona ha anche esplorato poco le fasce, e se devi partire da dietro impostando a partire dalla difesa è lunga, e a Ronaldo non arrivi mai. Almeno, merito anche dell’intensità degli uomini di Juric, così è stato a Verona.

Gli errori degli “adattati”

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Il gol del Verona è la foto delle assenze di giornata, e di alcuni giocatori fuori dalla loro comfort zone per sopperire. Vulnus principale, si sapeva, la fascia destra, e così è stato. Troppo facilmente Chiesa ha lasciato che Zaccagni illuminasse col suo passaggio lo spunto sulla sinistra di Lazovic, laddove da uomo a tutta fascia sulla destra manca Cuadrado. Troppo spazio ha lasciato Demiral a Lazovic per crossare da posizione molto pericolosa, e di tutto il frangente è forse l’errore più importante, laddove da terzo di difesa sul centro-destra è abituato a muoversi uno degli uomini-chiave della stagione, Danilo. E troppo molle, perdendo il contatto con Barak che gli è saltato in testa, si è rivelato nella marcatura uno contro uno Alex Sandro, adattato nella difesa a tre, laddove poteva esserci Chiellini o Bonucci, o più probabilmente lo stesso Danilo di fianco a Demiral-De Ligt. Tre fasi chiave del gol subito, tre rimpianti per le assenze.

La mancanza di ricambi

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Dopo il gol di Ronaldo a inizio ripresa, e ancora più marcatamente dopo il raddoppio mancato da Ramsey, in campo c’è stato solo il Verona. Questione di nodi tattici venuti al pettine, vedi sopra, ma anche dell’impossibilità di provare a sterzare l’incontro cambiando le carte in tavola (e mettendo energia) con giocatori che si alzano dalla panchina. Ma con sette assenti, che carte poteva giocarsi Pirlo? E se ne è giocate solo due: McKennie al 68’ al posto di Ramsey, ma l’americano praticamente non s’è mai visto, e a 4’ dalla fine Di Pardo al posto di Chiesa per puntellare la destra. Tra i giocatori di movimento, quelli con più chilometraggio che avrebbero potuto entrare e non lo hanno fatto erano Frabotta, Dragusin e Fagioli. Per ruolo, prima ancora che per pedigree, tenere la barra dritta coi cambi in una giornata così è anche difficile.



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