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Di Canio: “Lukaku? Nulla di straordinario. Conte sente che l’Inter è in controllo”

Di Canio Lukaku Nulla di straordinario Conte sente che lInter
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L’ex calciatore ha parlato del momento dei nerazzurri e si è soffermato ancora una volta sulle prestazioni dell’attaccante belga

Paolo Di Canio, opinionista di Skysport, ha parlato dell’Inter e ha detto la sua su Conte: «Sarebbe stato contento se fosse rimasto a meno sette il Milan. Ma ha la consapevolezza, sente che la squadra controllo e che ha forza. Lui progetta naturalmente e sa che dall’eliminazione in CL, che è una cosa negativa, può trarre vantaggio dal lavoro svolto settimanalmente. Perché la Juve ha ancora un’altra partita col Porto. Il Milan, diretta rivale al momento, avrà due gare con lo United che porteranno via energie psico-fisiche in maniera importante».

«L’Inter è arrivata in finale di EL, seconda ad un punto dalla Juve, una stagione fa. Era solo un fatto di maturità. La società non ha venduto nessuno. Ma è tornato Perisic con un’esperienza importante e gli ha insegnato un mestiere. Poi Hakimi che ha dovuto capire qualcosa e poi è diventato devastante. Una squadra così deve essere per forza la candidata numero uno, soprattutto dopo l’eliminazione in CL. Che è un fatto negativo per questa squadra. La bravura di Conte è che sta facendo gli stessi numeri dell’anno scorso. Perché alla 23esima dell’anno scorso l’Inter aveva solo un punto in meno rispetto ad adesso. L’anno scorso a questo punto aveva anche la Lazio come rivale.

E se non succedeva quanto accaduto col lockdown chissà cosa poteva accadere. Non ha antagoniste. Non dico che se vincesse lo scudetto è un fatto normale. C’è un fatto solo, importantissimo lo stesso, sta facendo le stesse cose dell’anno scorso, quindi normalissime per l’Inter, con la pecca della CL e senza l’EL. Poi se vincesse lo scudetto, anche solo con sessanta punti, meglio ovviamente che arrivare secondi con cento punti». 

L’ex calciatore ha ribadito il suo pensiero sul belga:

«Lukaku ha una fisicità straripante in confronto a Tomori. I gol che fa in ripartenza li fa perché scappano tutti all’indietro, se lo portano dentro casa, poi calcia prende la porta e fa gol. Ma parlo dei numeri. Sta facendo né più e né meno di quanto ha fatto la scorsa stagione. Prima di questa partita, l’anno scorso aveva fatto sedici gol con 4 rigori tirati e oggi aveva 17 gol con 4 penalty tirati. Ma è normale, li faceva anche in Inghilterra i gol. Però non ha fatto i gol che servivano in Cl.

Perciò non sta facendo nulla di straordinario. quello che io conoscevo, che voi vi stupite, a me non stupisce. Fa i gol. Li sa fare in ripartenza, gol facili per lui e non per altri. Per quelle caratteristiche che ha. Se in Inghilterra non è mai stato leader di una squadra è perché non è stato mai titolare fisso perché aveva interlocutori più importanti e più bravi.

Cresciuto? Sì. Ma con Conte se non gioca lui manca sempre qualcosa. Ma non capisco perché vi stupite. Tanti gol li faceva ovunque. Il problema era segnare nelle partite importanti. Quest’anno ancora non ha vinto il campionato e se vincesse l’Inter sarà stato per la prima volta determinante per vincere un trofeo. Per la sua squadra innanzitutto e per sé stesso perché ha i numeri che devono portare a qualcosa. Però in CL, Coppa Italia e EL non ci sono stati gol importanti di Lukaku visto che voi ne parlate come giocatore estremo e determinante».



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